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Gravidanza Felice

Supporto al Telefono Rosso - 06 305 00 77

Ecco qui la sua lettera:

Care amiche del sito,

sono una mamma di due splendidi bambini, una di 5 anni e l’altro di 7 mesi e come voi tutte ho vissuto le mie gravidanze con attesa e trepidazione, impaziente di stringere tra le mie braccia i miei piccoli fagottini. Entrambi i periodi di gestazione sono stati segnati, però, non solo da malanni di stagione, ma anche da problemi più seri, come le coliche renali nella prima gravidanza e quelle epatiche nella seconda. Ebbene sì, soffro di calcoli, ma questo non mi ha impedito di portare a termine le gravidanze. Mi sono recata dalla mia ginecologa, mi ha rassicurata dicendomi che “Non si può far ammalare la mamma per salvare il bambino” e mi ha curata con farmaci che possono essere assunti in gravidanza. Quali? Beh per le coliche ho assunto antispastici (Buscopan o Spasmex) e quando ho avuto febbre, tracheiti e sinusiti sia lei che il mio medico curante mi hanno consigliato la Tachipirina e l’Augmentin, che è un antibiotico ben tollerato. I miei bimbi non hanno riportato nessuna conseguenza.

Quindi non abbiate paura di parlare con il ginecologo e fidatevi dei suoi consigli! Sotto il suo controllo, è ovvio, si possono arginare tanti disturbi con farmaci che ormai sono controllati e sicuri per noi e soprattutto per la vita che cresce dentro di noi. Ho conosciuto donne con patologie serie che hanno partorito figli sani. Se ce la fanno loro a sperare e a credere, dobbiamo farcela anche noi. Allora coraggio e auguri a tutte!

Claudia, 38 anni, Caronno Pertusella (VA)

Traduzione dall’inglese sulla sicurezza degli esami radiodiagnostici in gravidanza, in cui si può leggere, tra l’altro, che “Il rischio fetale si può considerare insignificante a 5 rad o meno, se paragonato ad altri rischi della gravidanza, e il rischio di malformazioni aumenta significativamente sopra il livello di controllo solo a dosi superiori ai 15 rad [unità di misura delle radiazioni]” (Collegio Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni)

La tabella delle dosi di radiazioni in gravidanza

KEVIN S.TOPPENBERG, M.D. ASLEY HILL, M.D. AND DAVID P. MILLER, M.S.  del Centro Medico di Orlando, Florida (U.S.A.).

Centro Medico Ospedale di Orlando, FLORIDA

Una malattia materna durante la gravidanza non è una cosa insolita e a volte richiede delle indagini radiografiche per una diagnosi e una cura appropriata. La paziente e il suo medico possono essere preoccupati per quanto riguarda il danno potenziale al feto dovuto all’esposizione alle radiazioni. In realtà i rischi al feto in sviluppo sono abbastanza bassi. La dose cumulativa accettata delle radiazioni ionizzanti durante la gravidanza è di 5 rad e nessun singolo studio diagnostico supera questo massimo. Per esempio la somma di esposizione fetale di una radiografia al torace a due proiezioni è solo di 0,00007 rad. Il periodo maggiore di sensibilità per la teratogenesi del sistema nervoso centrale è tra la 10a e la 17a settimana di gestazione. Un test radiologico non urgente dovrebbe essere evitato durante questo periodo. Conseguenze rare all’esposizione prenatale alle radiazioni includono un leggero aumento nell’incidenza delle leucemie infantili e possibilmente un leggero cambiamento nella frequenza delle mutazioni genetiche. Tale esposizione non è un’indicazione per porre termine alla gravidanza. Un’appropriata consultazione dei pazienti prima che siano effettuati gli esami radiografici è importante.

Molte donne si ammalano durante la gravidanza e richiedono un’attenta cura medica, incluso esami radiografici con radiazioni ionizzanti. L’esposizione di un feto alle radiazioni può essere allarmante per i genitori ed è affrontata dal pubblico in generale con meno obiettività rispetto all’esposizione a qualsiasi altro agente. E’ noto come persino i medici a volte si avvicinano a questo problema con un atteggiamento prevenuto e non scientifico che conduce ad una cura poco attenta della paziente e ad un consiglio inappropriato.

Con una quantità di uso delle radiazioni, che supera più di un esame a persona negli Stati Uniti, è importante che i medici di base abbiano una percezione chiara dei rischi reali e dei benefici degli esami radiografici durante al gravidanza.

Poiché alcuni esami vengono fatti prima che sia riconosciuta una gravidanza, perfino i medici che non si occupano solitamente di cura prenatale dovrebbero capire questi problemi. I medici di famiglia devono essere pronti a consigliare le madri in attesa che richiedono prescrizioni radiografiche e le donne che sono state già esposte. Essi dovrebbero pure avere un motivo ragionevole per prescrivere tali esami quando interagiscono con altri specialisti

UN CASO EMBLEMATICO

Una paziente alla 19a settimana di gestazione presentava un dolore al fianco e un’ematuria microspica. Le fu diagnosticata una pielo-nefrite e fu curata con antibiotici per via parenterale. Nonostante il trattamento antibiotico il dolore al fianco aumentò e fu necessario un esame renale con ultrasuoni che fu inutile. Fu prescritto un pielogramma intravenoso, ma il radiologo si rifiutò di effettuare l’esame, perché preoccupato delle conseguenze per l’esposizione al feto delle radiazioni. Nonostante un’ulteriore discussione, l’esame fu negato finchè un perinatologo verificò l’appropriatezza e la relativa sicurezza dell’esame. L’esame IVP rivelò due calcoli e alla fine fu necessario inserire alla paziente uno stent uretrale. Nonostante questo trattamento, ebbe un progressiva malattia renale con ostruzione che richiese l’introduzione di un labor alla 35a settimana di gestazione. Alla nascita il bambino era sano con un peso appropriato all’età ( 2 kg e mezzo).

CAPIRE LA NATURA DELLE RADIAZIONI

La radiazione ionizzante (raggi x) è composta di fotoni ad alta energia in grado di danneggiare il DNA e di generare radicali liberi caustici. La dose di fotoni di un paziente è misurata in “gray” (Gy) e “rem” oppure nell’unità più conosciuta, il “rad”. La quantità di dosi procurata da comuni radiografie è messo in evidenza nella Tavola 1. La maggior parte delle informazioni riguardanti gli effetti delle radiazioni sugli esseri umani viene dagli studi sui sopravissuti alla bomba atomica che furono irradiati con alti dosi perfino nell’utero a Nagasaki e a Hiroshima, in Giappone. La comprensione che viene dall’esposizione ad alte dosi può aiutare i medici a capire gli effetti potenziali che derivano da raggi x a bassi dosi. Questi effetti possono essere raggruppati in tre classiche categorie: teratogeni (malformazione fetale), cancerogeni (che inducono tumori maligni) e mutogeni (alterazioni di geni dell’embrione).

Per controllare la dose di radiazioni che assorbe un embrione per esposizione a diversi metodi di diagnostica per immagini, visionare la tabella 1 che si trova nel nostro sito.

Teratogenesi indotta da radiazioni

Le malformazioni fetali più comunemente causate da un’alta dose di radiazioni sono i cambiamenti sul sistema nervoso centrale (cns), specialmente la microcefalìa e il ritardo mentale. Molte vittime della bomba giapponese che furono esposte nell’utero a dosi maggiori di 10 rad fino a 150 rad svilupparono la microcefalia. E’ stata pure riscontrata un’associazione lineare collegata alla dose tra grave ritardo mentale e radiazioni, con l’avvertimento importante che la maggior parte dei casi sono stati segnalati in seguito all’esposizione dalla 10a alla 17a settimana di gestazione. Questa tendenza raggiunge il 40 per cento a 100 rad, sebbene non è statisticamente significativa per le dosi generate da radiografie diagnostiche. Tuttavia finché non saranno disponibili ulteriori dati che possano delineare i potenziali rischi fetali, è prudente ritardare le radiografie non urgenti durante il periodo dalla 10a alla 17a settimana di gestazione (dall’8a alla 15a dopo il concepimento).

MALATTIE DI CARATTERE MALIGNO INDOTTE DA RADIAZIONI

L’esposizione a 1 o 2 rad è stata anche spesso associata ad un leggero aumento delle malattie maligne nell’infanzia specialmente la leucemia. Per esempio l’indice di leucemia nei bambini è di circa 3,6 su 10.000 – L’esposizione a 1 o 2 rad aumenta questo indice a 5 su 10.000 – Se queste dosi, fornite da studi radiografici, diminuiscono, l’assoluto aumento di rischio è molto piccolo (1 su 10.000). Tuttavia i medici dovrebbero valutare attentamente i rischi e i benefici di ogni studio radiografico e coinvolgere se possibile la madre nel processo decisionale.

MUTAZIONE DI GENI INDOTTA DA RADIAZIONI

Le radiazioni possono determinare cambiamenti nella linea genetica dell’embrione, che possono colpire le generazioni future. Sebbene si creda comunemente che la radiazione procuri mutamenti bizzarri, i dati dimostrano che di solito essa aumenta soltanto la frequenza di cambiamenti che avvengono naturalmente nella popolazione generale.

La dose richiesta per raddoppiare i rischi di mutazione genetica è compresa tra 50 e 100 rad, estremamente in eccesso rispetto alle dosi di radiazioni che occorrono nelle comuni indagini radiografiche. Ed ancora, se 10.000 persone fossero esposte a 1 rad, le nuove mutazioni genetiche indotte sarebbero da 10 a 40.

La tav. 2 presenta varie conclusioni di alcune organizzazioni chiave che possano aiutare i medici a capire meglio i rischi totali da raggi x o da altri metodi di diagnostica per immagini. Forse il fatto più importante per un medico è di ricordare che il limite massimo di esposizione a radiazioni ionizzanti di un feto durante la gravidanza oggi accettato è una dose cumulativa di 5 rad.

Tavola 2

Affermazioni sui metodi di diagnostica per immagini durante la gravidanza

Per i raggi x

Nessuna singola indagine diagnostica, che si serve di una sola dose di radiazioni può minacciare la salute dell’embrione e del feto che si sta sviluppando”-

Collegio Americano di Radiologia

“Il rischio fetale si può considerare insignificante a 5 rad o meno, se paragonato ad altri rischi della gravidanza, e il rischio di malformazioni aumenta significativamente sopra i livelli di controllo solo a dosi superiori ai 15 rad.”

Collegio Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni

“Le donne dovrebbero essere avvisate che l’esposizione ai raggi x di una singola indagine diagnostica non dà conseguenze dannose per il feto. Precisamente l’esposizione a meno di 5 rad non è stata associata con un aumento di anomalìe fetali o di perdite di gravidanza”

Collegio Americano degli Ostetrici e Ginecologi

Risonanza magnetica

Sebbene non siano riportati effetti nocivi al feto,il Consiglio Nazionale della Protezione Radiologica è contraria al suo uso durante il primo trimestre” Collegio Americano degli Ostetrici e Ginecologi e Consiglio Nazionale Protezione Radiologica

IMMAGINI A ULTRASUONI

“Non sono stati documentati effetti fetali nocivi nelle procedure diagnostiche a ultrasuoni, compreso il duplex Doppler”. “Non ci sono controindicazioni ad indagini con ultrasuoni durante la gravidanza e questa modalità ha rimpiazzato largamente i raggi x come metodo primario di indagine fetale durante la gravidanza”. Collegio Americano di Ostetrici e Ginecologi

CONSULENZA SULLA SICUREZZA

Quando una madre in attesa riflette su di un’esposizione ad una radiazione, la questione più importante nella sua mente è: “è sicura per il mio bambino?” Per rispondere a questa domanda, il medico deve scegliere le parole giuste per farle capire i rischi reali. Particolare attenzione deve essere prestata all’agitazione dei genitori al pensiero che il loro bambino possa correre qualche rischio, seppur piccolo. Per esempio,il rischio complessivo della popolazione di aborto spontaneo, di gravi malformazioni, di ritardo mentale e di tumori maligni infantili è approssimativamente di 286 su 1000 parti. L’esposizione di un feto a 0,50 rad aggiunge circa 0,17 casi su 1000 a questa quota di base o, in altri termini, un caso in più su 6.000.

Tuttavia se questi numeri sono citati a pazienti e se essi ascoltano pure le parole “rischio”, “aborto”, “ritardo mentale” “e malformazione” è molto probabile che essi si concentrino solo su questi termini. Questa situazione sottolinea la sfida che i dottori affrontano per assicurare una buona comunicazione durante la consulenza. “Sicuro” è un termine relativo che i medici non dovrebbero temere di usare. Quando uno studio radiologico è necessario per una paziente in attesa il Collegio Americano di Radiologia raccomanda che gli operatori della salute dicano ai pazienti che i raggi x sono sicuri e devono dare spiegazioni cliniche sui benefici delle radiazioni. Uno strumento che i medici possono considerare per rassicurare i pazienti è la Figura 1 che paragona graficamente la dose di radiazioni procurata da comuni studi diagnostici o fonti ambientali con il limite accettato di 5 rad. Su questo grafico potrebbe essere disegnato anche uno studio particolare del paziente per mostrare il clinico margine di sicurezza che esiste per tutti gli studi diagnostici.

Common Radiographic Studies

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FIGURE 1. Graphic comparison of common radiographic studies with the accepted 5-rad cumulative fetal exposure limit. (CT=computed tomographic; Gy=gray)

COMPRENDERE I RISCHI DI BASE

A parte la consulenza, i medici dovrebbero aiutare i pazienti a capire che le anomali della nascita di frequente sorgono spontaneamente,con nessuna causa identificabile. Le statistiche mostrano che tra la popolazione generale nel 4 - 6% di tutti i parti è presente una malformazione spontanea. Per questa ragione è naturale l’inclinazione dei genitori di essere contro le radiazioni e sarà difficile aiutarli a capire che ci sono varie malformazioni di base.

Per esempio è stato riportato il caso di una donna che fece quasi un’azione legale per la lieve ….delle dita (3° e 4°) del suo bambino dopo la radiografia dentale fatta dopo il terzo trimestre (esposizione a0,001 rad o anche meno).Questo caso di malformazione è quasi certamente una coincidenza eppure è apparso che la madre ha avuto difficoltà a capire e ad accettare questa spiegazione.

USARE UNA RAGIONEVOLE CAUTELA

Le diagnostiche dei raggi x durante la gravidanza sono considerate sicure eppure i medici dovrebbero avere una ragionevole cautela e devono essere sensibili alle paure dei pazienti. Risultati inaspettati conducono spesso a rabbia e ad azioni legali. Così una discussione sulla natura degli esami e dei suoi potenziali risultati ed il consenso informato sono fasi appropriate prima di ordinare un esame. Chiedere alle donne con potenziale gravidanza circa la possibilità di una gravidanza in atto è pure un modo importante per evitare spiacevoli sorprese. Le donne esposte a radiazioni che superano la dose cumulativa di 5 rad possono richiedere un’ulteriore valutazione. Un esperto radiologo può calcolare la dose stimata del feto nella consulenza alla paziente. La cautela di un medico non dovrebbe essere irragionevole. Preoccupazioni di responsabilità medico-legali possono condurre a rifiuti inappropriati di raggi x necessari, mettendo così a rischio la salute della madre e del feto. Eppure la responsabilità legale ad esposizioni a meno di 5 rad dovrebbe essere minima ed infatti molte organizzazioni hanno dichiarato che tali esposizioni sono sicure (tav. 2). Inoltre sarebbe difficile provare che una data radiografia ha procurato danno alla luce dell’alta quantità di malformazioni di base. Assicurare che la radiografie sono davvero indicate e sono ordinate in accordo con le linee guida pubblicate, agevola e supporta ulteriormente il corso dell’azione di un medico.

Se la malattia di una madre necessita di raggi x, non ci dovrebbe essere alcuna esitazione a prescrivere l’esame necessario.

Una guida ragionevole è stata proposta dall’Accademia Americana dei Pediatri e dal Collegio Americano degli Ostetrici e Ginecologi (ACOG). I due gruppi stabiliscono che “le procedure radiografiche diagnostiche non dovrebbero essere attuate durante la gravidanza, a meno che le informazioni che si possono ottenere da esse non siano necessarie per la cura della paziente e non possano essere ottenute con altri mezzi (soprattutto ultrasuoni)”.

CONSULENZA SULL’ABORTO

Una donna può temere le radiazioni tanto da credere di dover abortire il feto dopo l’esposizione. Fino al 25 per cento delle donne esposte credono che i loro bambini siano a rischio di maggiori malformazioni. Dopo l’incidente al reattore nucleare di Chernobyl, in Russia, il 23 per cento delle gravidanze in Grecia furono interrotte a causa di preoccupazioni infondate sulla teratogenità per il feto. Una tempestiva consulenza può spesso correggere tale malinteso. Anche se porre a termine una gravidanza agli inizi è legale negli Stati Uniti, è importante che pazienti e medici con confondano i problemi sociali con quelli medici. Dal punto di vista medico il rischio ulteriore causato dalle radiazioni diagnostiche è semplicemente troppo piccolo per giustificare l’interruzione di una gravidanza. Per esempio un rischio associato con la più bassa dose di radiazioni è la leucemia infantile. Eppure si dovrebbe abortire 1999 feti esposti per evitare 1 solo caso di leucemia. Le linee guida dell’ACOG stigmatizzano con chiarezza tale malinteso. “L’esposizione a raggi x durante la gravidanza non è una giustifica per l’aborto terapeutico”.

COMMENTO FINALE

Una donna incinta che sta male e richiede esami radiografici affronta rischi potenziali che derivano dalla sua malattia per la sua propria salute e per quella del bambino in sviluppo. Questi rischi quasi sempre superano i rischi minori imposti dall’esposizione a una bassa dose di radiazioni. I medici non dovrebbero esitare a prescrivere un esame se una visita appropriata della madre richiede un test specifico per la diagnosi o la cura. Comunque i raggi x non urgenti dovrebbero essere evitati tra la 10a e la 17a settimana,nel periodo di più alta sensibilità del sistema nervoso centrale. Quando è necessaria una diagnosi per immagini la ultrasuonografia può rappresentare un’alternativa alle radiazioni ionizzanti ed è da considerarsi sicura per tutta la gravidanza. La consulenza alla paziente prima dell’esposizione radiografica aiuterà ad alleviare le incomprensioni e l’ansia. La comunicazione appropriata può anche ridurre una vertenza inappropriata nell’eventualità di un risultato inatteso.

The Authors

KEVIN S. TOPPENBERG, M.D.,
is a fellow in family practice obstetrics at Florida Hospital, Orlando. Dr. Toppenberg graduated from Loma Linda (Calif.) University School of Medicine and recently completed postgraduate training in family medicine at Florida Hospital’s Family Practice Residency Program.

D. ASHLEY HILL, M.D.,
is associate director of the Department of Obstetrics and Gynecology at the Florida Hospital Family Practice Residency Program. A graduate of the University of South Florida College of Medicine, Tampa, Dr. Hill served an internship at Charity Hospital in New Orleans and a residency in obstetrics and gynecology at the University of South Florida College of Medicine.

DAVID P. MILLER, M.S.,
is director of the Department of Medical Physics and radiation safety officer for Florida Hospital. He is also director of Florida Hospital’s Medical Physics Residency Program in therapeutic oncology. He received a master’s degree in medical physics from Emory University, Atlanta, and is certified by the American Board of Radiology and the American Board of Medical Physics for each of the disciplines of medical physics: therapeutic oncology, diagnostic radiology and nuclear medicine.

Address correspondence to D. Ashley Hill, M.D., 500 E. Rollins Ave., Suite 201, Orlando, FL 32803.

REFERENCES

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Copyright © 1999 by the American Academy of Family Physicians.
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Buone notizie per gestanti affette da diabete,malattie autoimmuni, cardiovascolari, obesità, epilessia, distiroidismi, evidenze ecografiche di malformazioni fetali, malformazioni uterine o fibrionomi, per donne che hanno conosciuto l’esperienza di aborti ripetuti e di morti feto-neonatali: si è costituito presso il Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma IL CENTRO STUDI PER LA TUTELA DELLA SALUTE DELLA MADRE E DEL CONCEPITO. Il Centro rende possibile  la stretta connessione dei Laboratori dell’Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica, con i reparti assistenziali e di “Day Hospital” della Patologia Ostetrica e Ginecologica, con il Servizio del “Telefono Rosso” per i rischi riproduttivi e rende possibile integrare in modo funzionale ed organico la Ricerca di base e l’assistenza sanitaria. Il centro è aperto alla collaborazione e all’aiuto di quanti vogliono sostenere la Ricerca e lo sviluppo della Medicina prenatale e della Medicina Fetale. Direttore del Centro è il prof. Alessandro CARUSO, mentre del comitato direttivo fanno parte:
il Dott. Giancarlo FURNARI,
il Prof. Roberto  COLOMBO
il Prof. Costantino ROMAGNOLI
il Prof. Giuseppe A. NOIA
la Prof.ssa Nicoletta DE SIMONE
il Dott. Marco DE SANTIS
il Dott.Carlo V. BELLIENI
Contatti
Direzione dell’Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica
Tel. 06 30154852 - 06 30156583
Tutelavita@rm.unicatt.it
OBIETTIVI CHE SI PROPONE IL CENTRO PER I PROSSIMI QUATTRO ANNI
Ricerca di base sulla funzione placentare in situazioni patologiche,
Superamento dei fattori che causano l’abortività ricorrente,
Messa a punto delle migliori strategie assistenziali prenatali per l’iposviluppo fetale e le malformazioni,
Potenziamento del servizio di consulenza preconcezionale e del “Telefono Rosso” per la prevenzione primaria
dei difetti congeniti e per studi relativi alla sicurezza dell’uso di farmaci in gravidanza,
Studi clinici per migliorare l’assistenza alle pazienti con malattie croniche (diabete, malattie autoimmuni,              trombofilia,nefropatie e ipertensione arteriosa, ecc.), obesità e altre situazioni ad alto rischio compresa la gemellarità
Potenziare le terapie fetali invasive e non invasive per tutelare la vita che nasce debole o malata. Svilupppare l’accoglienza sulle orme di quanto sta già facendo “La Quercia Millenaria ONLUS”
MODALITA’ DI CONTRIBUZIONE
N. DI C/C  IT50 10300203360000000000272
CAUSALE: CENTRO STUDI PER LA TUTELA DELLA MADRE  E DEL CONCEPITO
RACCONTIAMO L’INCREDIBILE ODISSEA, UNA VERA E PROPRIA ”TORTURA TELEFONICA”, PATITA DALLA SIG.RA GIULIA PER POTER CONTATTARE IL TELEFONO ROSSO ED AVERE INFORMAZIONI ESAURIENTI E RASSICURANTI SU EVENTUALI EFFETTI TERATOGENI DI RADIOGRAFIE (2 LOMBO SACRALI E 2 DORSALI), FATTE SENZA SAPERE DI ESSERE INCINTA
IL 23 MAGGIO 2008 GRAVIDANZA FELICE RICEVE QUESTA E-MAIL DI RICHIESTA INFORMAZIONI DELLA SIG.RA GIULIA:

IL GIORNO 18 APRILE HO EFFETTUATO DELLE RADIOGRAFIE: 2 LOMBO SACRALI E 2 DORSALI.
POCO TEMPO DOPO HO SCOPERTO DI ESSERE INCINTA.
L’UTIMA MESTRUAZIONE è STATA IL 27 MARZO MA CON LE ECOGRAFIE ABBIAMO
SCOPERTO CHE LA GRAVIDANZA è UNA
SETTIMANA INDIETRO.
DUNQUE IL GIORNO DELLE RADIAZIONI DOVEVO ESSERE IN PERIODO OVULATORIO O INCINTA DI POCHI GIORNI.
VOLEVO SAPERE: QUANTO PUO’ ESSERE ATTENDIBILE L’ESITO DELL’ECOGRAFIA?
QUALI SAREBBERO LE CONSEGUENZE PER IL FETO PORTANDO AVANTI LA GRAVIDANZA?
SE LE RADIOGRAFIE FOSSERO STATE FATTE DAVVERO IN PERIODO OVULATORIO
SAREBBE DA ESCLUDERE QUALSIASI RISCHIO?
ASPETTO CON ANSIA DELLE RISPOSTE ALLE MIE DOMANDE E VI RINGRAZIO FIN D’ORA PER IL VOSTRO AIUTO.
SALUTI

GIULIA

Il 26 maggio riceve la nostra risposta:

Gent.ma sig.ra Giulia,

la nostra associazione ha sì lo scopo di fare trascorrere a
tutte le donne una gravidanza serena, diffondendo in primo luogo la
conoscenza del  Telefono Rosso  ed operandosi attivamente perché esso sia
potenziato in modo da permettere a tutti di accedere con facilità alla sua
consulenza altamente specialistica in grado di chiarire dubbi e paure, ma
non svolge, almeno per ora, un servizio di natura medica, per cui La
consigliamo di rivolgersi al Tel Rosso (n. 06 3050077 dal lun. al ven. dalle
ore 9 alle 13). Intorno alle ore  12,00 è più facile prendere la linea.
Se non riesce a prendere la linea può chiamare presso la nostra sede al n.
0974 4554 dalle ore 11 alle 13 in modo da concordare con Lei un orario in
cui poterLa eventualmente far chiamare  dal Telefono Rosso. Parliamo di
eventualità perché, pur avendo ottenuto di far chiamare dal Tel. Rosso in
passato, ora ci hanno assicurato che è più facile prendere la linea, per cui
vogliono che sia la donna a chiamare.
Intanto La invitiamo a cliccare su
http://www.gravidanzafelice.com/tabella-radiazioni/
per consultare la tabella della dose di radiazioni assorbita dall’embrione
per esposizione a diversi metodi di diagnostica per immagini da cui si
evince che la dose assorbita dall’eventuale embrione è molto lontana dalla
soglia di sicurezza dei 5 rad -
C’è ancora da dire che nei primi giorni di gravidanza c’è il fatto de  “il
tutto o niente”,
cioè un agente che può creare malformazione “o produce
l’aborto (di cui la donna nemmeno si accorge) o non fa niente all’embrione e
la gravidanza prosegue normalmente”.
Chiami il Tel Rosso e non stia troppo in ansia. Auguri

Il 30 maggio Gravidanza Felice scrive a Giulia:

Gent.ma sig.ra Giulia.
Le invio la risposta della dott.ssa Annamaria Merola, che ha lavorato al
Tel. Rosso, nell’eventualità che non sia riuscita ancora a contattare il Tel. Rosso. Le
saremmo oltremodo grati se ci porterà a conoscenza in primo luogo se è riuscita a chiamare il Tel Rosso, in secondo luogo quello che le ha detto. Grazie. Associazione Gravidanza Felice

Gentile Signora,
da quanto scrive non dovrebbero esserci problemi per il suo bambino in quanto la dose di radiazioni assorbita è bassa e poiché la fase in cui è stata sottoposta agli esami è ancora fuori
del rischio. Servirebbe per darle una risposta più precisa la data della mestruazione ricalcolata in base alla ecografia, con tale data alla mano chiamerà quindi il Telefono Rosso che è un centro di consulenza sui rischi fetali dopo esposizione a radiazioni, malattie infettive e farmaci esponendo la sua situazione.
Le faccio tanti auguri
Dott.ssa Annamaria Merola

Il giorno 6 giugno alle ore 12,50 Giulia ci fa avere questa drammatica risposta:

INNANZITUTTO VI RINGRAZIO SINCERAMENTE PER IL
VOSTRO AIUTO.
HO PROVATO TUTTI I GIORNI A CONTATTARE IL TEL
ROSSO MA PURTROPPO NON SONO
MAI RIUSCITA A PRENDERE LA LINEA: è SEMPRE
OCCUPATO.

IN QUESTO PERIODO HO CHIESTO AL FISICO DELLA ASL
DI FARMI AVERE L’ESATTO DOSAGGIO DI RADIAZIONI CHE HO ASSUNTO:
“L’EQUIVALENTE DI DOSE FORNITA
COMPLESSIVAMNENTE ALL’EMBRIONE è VALUTATA
IN 5 mSv. L’EQUIVALENTE DI DOSE ALL’UTERO è
VALUTATA IN 2 mSv. L’EQUIVALENTE DI
DOSE ALLE GONADI è VALUTATA PARI A QUELLA
FORNITA ALL’UTERO.”
COSA VUOL DIRE TUTTO QUESTO? NESSUNO MI HA SAPUTO
DIRE… NEANCHE IL RADIOLOGO!!!!!
COMUNQUE SE PUO’ ESSERE D’AIUTO LA DATA
DELL’ULTIMA MESTRUZIONE RICALCOLATA
SECONDO L’ECOGRAFIA E’ 2-3 APRILE.
CORDIALI SALUTI
GIULIA

Lo stesso giorno Gravidanza Felice invia questa e-mail di protesta al Telefono Rosso:

Bisogna farle impazzire queste donne prima di decidersi a fare qualcosa per
loro?  Possibile che non ci si vuol decidere a dare ascolto a
chi dice che non si riesce a prendere la linea?

Il Telefono Rosso risponde a stretto giro di posta:

Qual è il numero della signora?
In via eccezionale possiamo chiamarla noi.

Il giorno 9 giugno Giulia ci fa avere il numero del suo cellulare che inoltriamo al Telefono Rosso.

Il giorno 17 giugno Gravidanza Felice scirve a Giulia:

Gent.ma sig.ra Giulia,

siamo in attesa di conoscere cosa Le ha detto il
Telefono Rosso anche se siamo sicuri che le informazioni
precise e corrette che ha ricevuto hanno contribuito di molto a rasserenarLa.
Vorremmo anche poter pubblicare, con il suo consenso, sul nostro sito
www.gravidanzafelice.com la sua esperienza, poiché
pensiamo che possa essere d’aiuto a molte donne, che così possono aver
chiariti dubbi e paure e trascorrere una gravidanza serena.

Certi che vorrà evitare a tante donne nella sua stessa situazione i suoi
dubbi e le sue ansie, cogliamo l’occasione per inviarLe  tanti cari
saluti e augurarLe di cuore  di trascorrere la gravidanza senza più problemi,
ASSOCIAZIONE GRAVIDANZA FELICE.

Ed ecco la risposta liberatoria di Giulia:

IL TELEFONO ROSSO MI HA DETTO DI STARE TRANQUILLA IN QUANTO IL RISCHIO CHE CI POTESSERRO ESSERE COMPLICAZIONI E’ QUASI NULLO.
DEVO DIRE CHE SONO STATI MOLTO GENTILI A CHIAMARMI PERCHE’ HO PASSATO TRE MATTINATE INTERE AL TELEFONO SENZA MAI RIUSCIRE A PRENDERE LA LINEA.
VI RINGRAZIO ANCORA PER L’AIUTO CHE MI AVETE DATO IN QUESTO MOMENTO E VI AUTORIZZO A PUBBLICARE LA MIA STORIA SUL VOSTRO SITO.
GIULIA

Gentile Associazione,
sono una donna di 37 anni che ha appena intrapreso la sua terza
gravidanza (desiderata tantissimo!). Ho sofferto per 10 anni di
ansia, attacchi di panico e depressione, sono stata curata da un
bravo specialista e la
mia vita è ricominciata. Ora sono alla sesta settimana di gestazione e
i sintomi di
ansia e panico sono ritornati in modo fortissimo e insopportabile. D’accordo
con il mio psichiatra ho ripreso l’assunzione di ZOLOFT (Sertralina) 50 mg e
almeno per una settimana per arginare l’ansia più forte di FRONTAL
(Alprazolam) 0.25 mg per tre volte al giorno. Nonostante le
rassicurazioni del mio medico,
del quale ho grande fiducia, vivo un momento di grande disperazione, perché ho
paura che i medicinali da me assunti possano danneggiare il mio bambino! I miei
stati di ansia sono però talmente invalidanti in questo momento che mi chiedo
anche che cosa possa fare peggio a questa nuova vita che è dentro di me:
l’assunzione dei medicinali o lo star male così tanto!?
Desidererei avere delucidazioni da parte vostra relativamente alla
sicurezza di questi farmaci

Grazie infinite! M.R.

Gentile Signora,
sono una ginecologa e lavoro al Gemelli, ho lavorato molti anni nel campo
dell’ostetricia e nel servizio di consulenza sui rischi teratogeni (telefono
Rosso) al quale la rimando per chiarimenti sulle percentuali di rischio.
Desidero però intanto dirle che ogni gravidanza ed ogni bambino che viene al
mondo è esposto a dei rischi, dal momento del concepimento fino alla fine
della sua vita, il concetto di rischio è quindi insito in quello di vita, non
per questo bisogna rinunciare alla vita che rimane sempre il dono più bello,
bisogna piuttosto essere capaci di riconoscere il dono grande che riceviamo
e saperlo vivere con la dovuta serenità. Per quanto riguarda il suo caso
particolare sono convinta, come i medici che la seguono, che sia giusto fare
una terapia che serva a sollevarla dall’angoscia e dall’ansia che la
affliggono: i farmaci non sono tutti vietati in gravidanza, si possono
utilizzare quando servono a curare una malattia e quando si sappiano
gestire. Non deve, quindi, sentirsi in colpa perché assume una terapia e non
deve sentire particolarmente minacciato il suo bambino!
Per un giudizio più preciso sui farmaci che sta utilizzando in questo
momento chiami il Telefono
Rosso del Gemelli e decida quindi insieme allo psichiatra la condotta
migliore da tenere.
Le faccio tanti auguri

Dott.ssa Annamaria Merola

Volevo innanzitutto ringraziarvi per la prontezza con la quale mi avete
risposto!
Sono riuscita già nella giornata di mercoledì (verso le 11.30, perché prima
la linea era sempre occupata) a contattare il Telefono Rosso. Ho parlato con
una ginecologa molto gentile, la quale mi ha dato tutte le informazioni che
cercavo e alla fine mi ha confermato quanto già il mio psichiatra mi aveva
detto. Posso continuare con tranquillità ad assumere [ZOLOFT] la sertralina
(antidepressivo) avendo l’accortezza di sospenderla per precauzione 3
settimane prima della data presunta del parto per evitare eventuali effetti da
sospensione, che però sono più frequenti con la paroxetina. Solo con
quest’ultimo SSRI uno studio del 2005 (attualmente lo si sta rivedendo) si
era notato un lievissimo aumento di malformazioni cardiache tra l’altro non
gravi e in una percentuale minimamente superiore rispetto alle donne che non
l’avevano assunta. Con la sertralina potrò anche allattare senza problemi.
Per quanto riguarda l’ansiolitico[FRONTAL] (Alprazolam), posso
prenderlo alle dosi
consigliatemi dal mio psichiatra (premetto che lo ho assunto poche volte
proprio quando ero in emergenza!). Il rischio che è stato accertato è la
comparsa di labbro leporino con una frequenza di 2 casi ogni mille bambini
nati e questo ovviamente riguarda un’assunzione cronica e in dosi maggiori
rispetto a quelle che mi sono state prescritte.
Spero di stare presto meglio, perché ancora i farmaci non hanno raggiunto la
loro azione piena e di essere serena. Credo anch’io che la vita sia un dono
e in particolare che la maternità sia un privilegio, che non a tutte le donne
viene concesso. Ogni vita è esposta a rischi sin dal suo concepimento, ma
non è questo il mio problema. Io sono profondamente convinta che ogni vita valga
la pena di essere vissuta e debba essere sostenuta e io sono pronta a questo,
come lo sono stata per gli altri due miei figli. Il mio problema è quello di non
esporre la mia creatura ad ulteriori rischi per una mia forma di egoismo,
perché questo non riuscirei a perdonarmelo.
Vi ringrazio di cuore e un grazie particolare alla dottoressa Merola.
M.R.

Broncospasmo”
Inviato da giuma66 il 17 mag  a  15:38

sono alla 22+5 e sono allergica, e qs. non e’ la stagione migliore, Oltre alla rinite ho il broncospasmo… mi hanno prescritto al bisogno il Ventolin e nasonex.. ma cerco di usarli proprio quando ne ho bisogno.. ho paura per la bimba… Sono l’unica?

Il numero rosso”
Inviato da x193 il 17 mag  a  23:56

06.3050077 è il numero (orari d’ufficio, se non ricordo male..ma puoi provare e vedere) deputato a fornire informazioni sui farmaci a rischio durante la gravidanza….
ma col ginecologo, comunque, hai parlato?
un abbraccio

Grazie”
Inviato da giuma66 il 22 mag a 22:30

ho chiamato tel. rosso e mi hanno tranquillizzato sulla cura, al bisogno e’ meglio una spruzzata di ventolin piuttosto che non respirare… andiamo avanti cosi…

FONTE

http://forum.alfemminile.com/

Io ho assunto antidepressivi in gravidanza

salve, sono una ragazza di 30 anni, con un bimbo di 2.
volevo solo dire che durante tutta la gravidanza ho assunto paroxetina, 20 mg die, ed ho avuto un bimbo perfetto e bellissimo…..
questa vuole essere solo u na piccola testimonianza.

Dal sito http://www.aipsimed.org/?q=node/1183

Mi chiamo Antonella M., ho 39 anni ed abito nel Cilento. Dodici anni fa avevo intenzione d’interrompere la gravidanza della mia terza figlia, perché ero terrorizzata al pensiero che potesse nascere un bambino malformato a causa degli psicofarmaci che prendevo.

Facevo, infatti, uso di Mellerin 50, una sola capsula la sera.

Qualche giorno prima di quello fissato per l’IVG (interruzione volontaria della gravidanza) venni a conoscenza del Telefono Rosso.

Chi me ne parlò mi disse che avrei avuto informazioni chiare, precise, certe, mi sarebbe stato detto con sicurezza se il farmaco poteva provocare malformazione, quale organo poteva colpire ed anche in quale percentuale. Cedendo alla sua forte insistenza, pur se titubante, chiamai e la dottoressa che mi rispose, disse che veri rischi di malformazione, a causa del basso dosaggio del Mellerin, il bambino non ne correva.

Gli unici rischi erano gli stessi che ogni donna in gravidanza ha di partorire una bambino con qualche anomalia o handicap.

L’unico danno che poteva subire il bambino era una crisi di astinenza una volta nato, per cui sarebbe dovuto restare in ospedale al massimo per una decina di giorni.

Così mi decisi a portare avanti la gravidanza solo che invece di partorire presso una clinica vicina, andai all’ospedale di Vallo della Lucania (SA), che era anche dotato di un reparto di neonatologia e pediatria, in grado di curare il bambino se colpito da crisi di astinenza da Melleril. Circostanza che poi non si verificò, perché dopo tre giorni io e la bambina eravamo già a casa.

La bambina ora ha undici anni e gode di ottima salute.

Sei anni fa poi, pur continuando a prendere i Melleril in gravidanza, questa volta, però, da 25 mg anziché da 50, ho dato alla luce un’altra bambina, sana come la sorella ed anche lei gode di ottima salute.

Ho raccontato questa mia esperienza sia per tranquillizzare le donne che fanno uso di Mellerin in gravidanza e sia per ringraziare il Telefono Rosso.

Agropoli, lì 15 aprile 2008 Firmato

Antonella M.


La lettera firmata in originale può essere visionata presso la nostra sede

Si pubblica questo post sul

http://forum.alfemminile.com/forum/f470/__f519_f

470-Crema-vaginale-in-gravidanza-leggetemi-vi-prego.html,

affinchè le autorità sanitarie del Policlinico e della Regione Lazio
potenzino il Telefono Rosso in modo che possa svolgere con efficacia
il suo servizio di consulenza medica, volto a chiarire alle donne
dubbi e paure, onde tutelare anche la salute psicofisica di tante
donne altrimenti costrette a convivenre con irrisolvibili dilemmi e
terribili angoscie.

 

 

 

Dal sito http://forum.alfemminile.com/forum/f470/

__f519_f470-C

Contenuto delle risposte:

“Ciao”
Inviato da luna6604 il 31 mar a 12:25

anch’io come te sono al 4 mese, giovedi scorso il gine mi ha prescritto per una probabile infezione Cleocin(in ovuli),leggendo il bugiardino c’era scritto sconsigliato in gravidanza, quindi puoi capire cosa ho provato, venerdi ho chiamato il telef. rosso, ma era sempre occupato , qui non mi rispondeva nessuno……..insomma il panico!!!!!!!
poi ho pensato, qual’è il male minore? considerato che l’infezione puo’essere molto pericolosa, il farmaco me lo ha prescritto il gine(con vent’anni di esperienza,quindi ho deciso di prendere il farmaco,a dirti la verità non che sia molto tranquilla per dobbiamo fidarci dei medici,effettivamente se andiamo a leggere i bugiardini di tutte le medicine non ne dovremmo prendere una a prescindere dalla gravidanza!
non so se ti sono stata di aiuto
ciao Angela

DOMANDA: FF/3F19299

Ho assunto Augumentin per problemi ai denti ora mi sono accorta di
essere incinta ci sono problemi per il feto?

RISPOSTA:

Non ci sono problemi, può stare tranquilla.

Fonte: www.paginemediche.it

http://www.policlinicogemelli.it/area/?s=383&opz=22&id=28960

dippiù?