Testimonianze: chemioterapia del coniuge e gravidanza
Questa è la testimonianza di chi è stata indirizzata all’aborto (I.V.G.) sia dal ginecologo che dall’oncologo del coniuge perchè nel periodo in cui è rimasta incinta quest’ultimo era sottoposto a chemioterapia.
Ho 22 anni, sono sposata da 3 anni e sono già mamma di una bambina di 2 anni e mezzo. Mio marito ha dovuto subire un intervento per un tumore. Dovendo sottoporsi alla chemioterapia era pericoloso avere una gravidanza. Invece proprio in quel mese sono rimasta incinta. Sono andata dal mio ginecologo che mi ha consigliato d’interrompere la gravidanza, perché non si sapeva come poteva nascere questo bimbo o bimba. Anche l’oncologo di mio marito consigliava la stessa cosa, a causa della chemio che poteva aver danneggiato gli spermatozoi.
Mi sono recata allora presso una clinica a Caserta, convinta di andare ad abortire e qui ho incontrato una persona che mi ha consigliato di chiamare il Telefono Rosso. Il medico che mi ha risposto mi ha detto che in teoria c’erano problemi, ma in pratica no. Su migliaia di donne che avevano avuto il mio stesso problema non si erano registrati casi di malformazione del bambino. Ho seguito il suo consiglio ed in più mi sono recata al Gemelli per fare una serie di accertamenti, inclusa l’amniocentesi, ed il risultato è stato negativo.
Ringrazio, quindi, il Telefono Rosso, che mi ha impedito di fare un grande errore.Macerata Campania (CE), lì 27.01.2006 Rita P.
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