Archivio per la categoria 'psicofarmaci e gravidanza'
E’ con immensa soddisfazione che l’Associazione Gravidanza Felice annuncia l’apertura di un nuovo servizio a disposizione delle amiche che seguono ed interagiscono con il nostro sito.
Ora Stefania, Chicca, Valentina, Cucciola, Stella, Sonia, Teresa, Vanessa, Nadia e tutte le altre persone che hanno lasciato uno o più commenti, possono, se lo desiderano, registrarsi nel social network di Gravidanza Felice ed usufruire di un ambiente integrato proprio per le conversazioni via chat, i forum ed avere anche un blog personale da usare come diario della gravidanza.
Per accedere al social network basta cliccare sull’icona che sarà sempre presente nella colonna di destra oppure scrivere
http://gravidanzafelice.ning.com
Schio (VI), lì 4 marzo 2009
Salve
spero di scrivere all’indirizzo giusto.
Ho 35 anni, una bambina di 7 anni e vorrei un’altra gravidanza, ma soffro di attacchi di panico da quando avevo 19 anni. Uso al bisogno dalle 5 alle 10 gocce di En, e volevo sapere se le potevo usare in caso di una gravidanza. Ultimamente mi hanno consigliato di prendere le Pineal per sostituire le En, contengono anche la valeriana e volevo sapere da voi se è possibile usarle in gravidanza.
Vorrei anche sapere, onde evitare magari malattie genetiche se è possibile fare una mappatura genetica prima di procreare e che esami devono essere fatti.
Soffro di coliti anche molto forti tanto che in qualche occasione ho dovuto ricorrere alla puntura di Plasil. Se fossi in gravidanza, questo farmaco, sarebbe dannoso?
Vado soggetta a brutte laringiti che mi obbligano a prendere il Bentelan. Tutti questi farmaci si possono usare o è meglio che rinunci per sempre a una gravidanza?
Aiutatemi, ormai inizio ad invecchiare e la paura sale al posto di passare e i miei sensi di colpa e di pentimento mi rendono le giornate avvilite.
Se qualcuno mi può aiutare lo ringrazio fin d’ora dal profondo del cuore
Grazie!
Stella
Gentile sig.ra Stella, il Telefono Rosso del Policlinico Gemelli di Roma, n. 06 3050077 (ore 9-13 dal lun. al ven.), La potrà senz’altro aiutare in vista di una nuova gravidanza. Per l’intanto inizi a prendere l’acido folico. Non è facile riuscire a prendere la linea, ma verso mezzogiorno ci sono più probabilità. A risentirci sia se è riuscita a prendere la linea e sia, anche se questo non garba molto ai medici del Telefono Rosso, per cercare di farLa chiamare da esso, in qual caso ci deve inviare un suo recapito telefonico.
Salve,
volevo innanzitutto ringraziare l’operatore che venerdì [6 marzo] gentilmente mi ha telefonato e avvisato dell’attesa della chiamata del Telefono Rosso ricevuta da lì a poco.
Ho parlato con una dottoressa che è stata molto gentile e paziente a rispondere a tutte le mie domande.
Mi è stato detto che le En, come tutte le benzodiazepine prese nel 1° trimestre di gravidanza possono provocare l’1,5 di labbro leporino su 1.000 bambini, rispetto all’1 su 1.000 di una donna che non usa niente, quindi la differenza è proprio poca. Poi mi è stato detto che in caso avessi bisogno di usare il Bentelan x forti laringiti lo si può usare senza timore, così anche per l’iniezione di Plasil.
E’ ovvio che sarebbe meglio per tutte non usare niente in quel periodo, ma, non potendo astenersi, questi farmaci non sono così pericolosi come alcuni medici dicono.
La mia paura di una nuova gravidanza, nonostante che potrei prendere le En, purtroppo non è passata. Il ricordo della mia prima gravidanza, i nove mesi così lunghi, difficili e in solitudine con tutte le mie paure, con le contrazioni ed il riposo forzato sempre dentro casa da sola, mi hanno così traumatizzato che mi bloccano nel prendere una decisione.
Tanta è la voglia e tanta la paura e tanti sono i rimorsi e i sensi di colpa verso il mio tesoro che chiede a Gesù la compagnia di una sorellina o di un fratellino…Vorrei veramente tanto che qualcuno mi aiutasse a trovare la forza per vivere interamente la mia vita, ma questi attacchi di panico mi limitano in tutto.
Ogni volta che per televisione vedo un parto o so della nascita di qualche figlio di qualche mia amica mi ritrovo in lacrime e un senso di inferiorità. Questo mi fa capire che il desiderio della gravidanza magari c’è, ma la paura mi blocca.
Con tanta gratitudine vi auguro buon lavoro e buona giornata,
Stella
Gentile sig.ra Stella, innanzitutto voremmo dirLe, come Le avrà anche detto, se glielo ha chiesto, la dott.ssa del Telefono Rosso, che in genere ogni gravidanza è a se stante. Non è detto che siccome la prima è andata male, la seconda sarà lo stesso e viceversa. Per l’altra sua domanda che si è dimenticata di porre, sarà nostra premura farLa richiamare.
Inizi pure a cercare la cicogna.
Villa Cortese (MI), lì 27 gennaio 2009
Buon giorno, volevo ringraziavi per avermi risposto tempestivamente. Ho provato a chiamare il Telefono Rosso, ma senza risultati: era sempre occupato purtroppo. Ho chiamato poi il numero che mi avete lasciato e sono stata chiamata da una dottoressa [del Telefono Rosso].
Io sono in gravidanza al terzo mese e una settimana, prendevo Efexor da 75 mg un giorno sì ed uno no, Rivotril un quarto della pastiglia sempreun giorno sì e uno no e Prazene sempre un quarto della pastiglia da 10 mg un giorno sì ed uno no.
Le ho dovute smettere per la gravidanza e ho delle crisi fortissime di astinenza.Mi sono tornati gli attacchi di panico ansia fortissima, paura di morire, depersonalizzazione – la cosa più brutta -, tremori alle mani e in tutto il corpo, caldo improvviso e freddo subito dopo, non riesco più nemmeno a reggermi in piedi.
Il mio medico di famiglia, lo psicologo e il ginecologo che mi seguono e mi aiutano con cose omeopatiche mi hanno proibito di prendere farmaci, perché possono fare male al bambino, invece il medico [del Telefono Rosso] che mi ha chiamato mi ha detto che posso riprendere Efexor e Prazene, ma non il Rivotril.
Non ci sto capendo più nulla : io sto male, anzi malissimo e non riesco nemmeno ad uscire di casa. I miei medici mi proibiscono di riprendere gli psicofarmaci e il medico che mi ha richiamato mi ha detto di riprenderli tranne il Rivotril:
io cosa devo fare? Grazie M.
Il Telefono Rosso è un’autorità in materia di fattori di rischio riproduttivo ed è un fatto inconsueto che dei medici non tengano in nessun conto quello che dice. Del resto, però, è altrettanto vero che il Telefono Rosso non si può sostituire ai medici curanti. Un suggerimento che ci sentiamo di darLe è quello di chiedere ai suoi medici o almeno ad uno di loro di chiamare di persona il Telefono Rosso. Forse Lei non avrà detto loro che è stata una dottoressa del Telefono Rosso a chiamarLa su interessamento della nostra Associazione Gravidanza Felice.
Se ancora rifiutano il parere del Telefono Rosso ed anche di chiamarlo, si faccia dire almeno il perché del loro no. Sinceramente ci sembra molto strano che La facciano soffrire tanto, dal momento che ci sono migliaia di donne che si curano in gravidanza per problemi simili ai Suoi. Forse hanno avuto in cura poche donne con i suoi problemi. In tal caso ci sentiamo di suggerirLe di recarsi al “Centro Studi e Cura dei Disturbi Depressivi della donna Ospedale Macedonio Melloni”, Milano – tel. 02 63633313, presso cui sono curate anche donne in gravidanza.
C’è qualcuno/a che può aiutare M.?
Ferrara, lì 10 dic. 2008
Gentili signori,
innanzi tutto vorrei farVi tantissimi complimenti per il sito, mi ha colpito tanto la gentilezza e professionalità delle Vostre risposte.
Io sono una donna di 32 anni e vorrei tanto avere una gravidanza, ma ho mille dubbi e paure. Mi spiego meglio: sono in cura da diversi anni con antidepressivi per attacchi di panico caratterizzati da agorafobia e paura di perdere il controllo e solo in questi ultime sei mesi sono migliorata grazie ad un neurologo che mi ha prescritto una cura a base di ENTACT e XANAX. Ora sto prendendo 30 mg di Entact e o,5 di Xanax al dì.
Come dicevo prima le cose vanno molto meglio.
Per quanto riguarda la gravidanza ho il terrore di perdere il controllo di me stessa: mi vedo chiusa tra questi 9 mesi senza via d’uscita. Ho paura di star male e di non poter uscire da quella situazione. Il mio ginecologo dice di star tranquilla che si posson prendere farmaci, ma il neurologo per una questione puramente etica non li prescrive. Ora con le pastiglie va molto meglio, però questo pensiero mi rimane. Credo che finché non provo mi rimarrà per sempre.
Dal prossimo mese comincerò a calare la dose dei medicinali per poi smettere, chiedevo a Voi se si possono assumere questi farmaci durante la gestazione e vi sono capitati altri casi come il mio…mi sembra di essere “una marziana”, vedo tutte che fanno figli, ma io ho una paura tremenda, benché lo desideri tanto.
Grazie fin ora e buon lavoro.
Cordiali saluti,
Valentina
Gent.ma sig.ra Valentina,
la nostra associazione ha sì lo scopo di far trascorrere alle donne una gravidanza serena e felice, ma non svolge direttamente un servizio di natura medica, siamo solo di supporto al Telefono Rosso del Policlinico “Gemelli” di Roma, n. 06 3050077 (dal lun. al ven. dalle 9 alle 13). Verso le 12 è più facile prendre la linea.
P.S. Le donne con problemi sono quelle che si preparano meglio alla gravidanza. Intanto potrebbe già da adesso iniziare a prendere l’acido folico. Di casi simili al Suo attualmente ce ne sono decine di migliaia in Italia. Crediamo che il Suo ginecologo abbia ragione. Diminuisca e smetta solo se necessario.
Gentilissimi signori,
se Vi ricordate vi avevo chiesto informazioni sugli psicofarmaci in gravidanza. Non sono ancora riuscita a telefonare al Telefono Rosso, appena ci riuscirò, come da accordo, Vi dirò la risposta. Intanto Vi scrivo perché il mio ginecoloco ha chiesto informazioni alla Consulenza Medica dell’ASL e questo è stato il responso: sia per lo Xanax che per l’Entact, non vi è nessun effetto teratogeno in assoluto. La donna che ne fa uso in gravidanza ha le stesse probabilità di una che non ne fa che il suo bambino nasca con problemi. Diciamo che vi è una percentuale bassissima di crisi di astinenza alla nascita, risolvibilissima in 2 settimane e qualche caso di labbro leporino o di soffio al cuore. Qualora Vi interessi posso scrivere anche per intero con le medesime parole il documento rilasciato dalla consulenza medica.
Ne approfitto per chiederVi una cosa: come si fa a distinguere la paura della gravidanza tipica delle donne e quella invece data da un’ansia patologica? Che differenze ci sono? Ora io sto molto meglio. A volte, soprattutto durante la mattina ed il pomeriggio, la sera, sono stanca e più ansiosa, vedo una gravidanza come una situazione felice, bella da vivere giorno per giorno, ma in certi momenti ho una gran paura di non farcela, di perdere il controllo in questi lunghi mesi e di far chissà cosa per uscire dalla gravidanza. Potete aiutarmi?
La paura di perdere il controllo è tipica del DAP, ma come faccio a sapere quali sono esattamente le paure delle donne che stanno affrontando una gravidanza? Questa paura nasce quando si sta per affrontare una fase così delicata? Se si chiede in giro tutte sono felicissime o non hanno avuto problemi, cosa cui io credo molto poco!
Innanzi tutto grazie per la gentilezza fin d’ora dimostrata.
Buone Feste e buon lavoro
Valentina
Gent.ma sig.ra Valentina,
in attesa di farLe scrivere dalla dott.ssa Anna Maria Merola in merito alla differenza tra ansia naturale ed eccessiva in gravidanza, Le saremmo oltre modo grati se ci comunica per intero la risposta del Servizio di Consulenza Medica a cui Si è rivolta, da inserire insieme alla Sua domanda sul nostro sito, per poter essere d’aiuto ad altre donne.
Intanto Le anticipiamo che la dott.ssa Merola invitava una signora che aveva più o meno i suoi stessi problemi a non prendere per oro colato tutto quello che dicono le altre donne sulla loro grvidanza, come del resto Lei ha già intuito.
E’ vero comunque che nel 2° trimestre ci si gode di più la gravidanza, ma Le possiamo assicurare che si fa fatica a distinguere le paure e le ansie “normali” da quelle “patologiche” in gravidanza. Tanto è vero che abbiamo fondato un’associazione proprio per far trascorrere alle donne una gravidanza serena. Ci siamo accorti che vi è l’esistenza di eccessive ed, il più delle volte, immotivate ansie e paure che affliggono molte donne in gravidanza e che finiscono non poche volte ad avere il sopravvento sulla gioia dell’attesa.
Grazie, come al solito velocissimi e gentilissimi!
Ecco il testo:
ESCITALOPRAM. NON ESISTONO STUDI EPIDEMIOLOGICI UMANI NE’ SPERIMENTALI SUGLI ANIMALI IDONEI A VALUTARE LA TERATOGENICITA’ DELL’ESCITALOPRAM. TRE RECENTI METANALISI CHE HANNO RIVISTO I DATI ESISTENTI IN LETTERATURA INERENTI I NUOVI ANTIDEPRESSIVI (COMPRESI I SSRI, DI CUI L’ESCITALOPRAM FA PARTE) NON HANNO EVIDENZIATO INCREMENTO DI BRISCHIO MALFORMATIVO RISPETTO ALL’ATTESO, MENTRE E’ STATO OSSERVATO UN INCREMENTO DI ABORTIVITA’ SPONTANEA. L’USO NEL TERZO TRIMESTRE DEI SSRI PARE ASSOCIATO A RISCHIO PER IL NEONATO PER “SINDROME DI ASTINENZA” (CON IRRITABILITA’, ITTERO E VOMITO) E/O CONVULSIONI NEONATALI (RIPORTATE PER LO PIU’ IN ASSOCIAZIONE CON PAROXETINA E FLUOXETINA, CHE COSTITUISCONO PERALTRO IL GRUPPO DI OSSERVAZIONE IN GRAVIDANZA PIU’ COSPICUO), INDICANDO UNA NECESSITA’ DI UN ACCURATO FOLLOW UP DEI NATI ESPOSTI NEI PRIMI GIORNI DI VITA.
ALPRAZOLAM. I PIU’ RECENTI STUDI RIGUARDANTI LE BENZIODAZEPINE (GRUPPO FARMACOLOGICO CUI APPARTIENE QUESTO FARMACO) NON EVIDENZIANO UN INCREMENTO SIGNIFICATIVO DI ANOMALIE CONGENITE NELLA PROLE RISPETTO ALL’ATTESO. L’USO NEL TERZO TRIMESTRE E/O DURANTE IL PARTO PARE ASSOCIATO A RISCHIO PER IL NEONATO, IN PARTICOLARE E’ STATA RIPORTATA IN ALCUNI CASI LA SINDROME DEL ” FLOPPY INFANT” (SEDAZIONE, IPOTONIA, DIFFICOLTA’ ALLA SUZIONE, CRISI APNOICHE) PERSISTENTE DA ORE A MESI DOPO LA NASCITA. IL PROLUNGATO USO DURANTE LA GRAVIDANZA HA POSTO IN LUCE LA POSSIBILITA’ DI EFFETTI NEUROCOMPORTAMENTALI. TUTTAVIA NEL CONSIDERARE TALI RISCHI SUI FIGLI DA MADRI ESPOSTE VA TENUTO CONTO DELLA POSSIBILE INTERAZIONE CON ALTRI FARMACI COSOMMINISTRATI E/O DELL’IMPORTANZA DEL CONFONDENTE COSTITUITO DALLA PATOLOGIA DI BASE DELLA MADRE; INFATTI ANCHE QUANDO UN’EVIDENZA DI RITARDO DI SVILUPPO PSICOMOTORIO PERSISTE RISULTA ARDUO DISTINGUERE L’EFFETTO SOCIOAMBIENTALE DALL’EFFETTO A DISTANZA DEI FARMACI. NON E’ VALUTABILE L’EFFETTO ADDITIVO E/O DI INTERAZIONE FRA PIU’ FARMACI ASSUNTI E/O L’EVENTUALE USO DI SOSTANZE VOLUTTUARIE.
SI RIMANDA AI COLLEGHI SPECIALISTI PER LA VALUTAZIONE DELLA TERAPIA PIU’ IDONEA E ALLA MINIMA DOSE EFFICACE, IN PARTICOLARE NEL CORSO DEL III° TRIMESTRE DI GRAVIDANZA.
QUALE REGOLA GENERALE E’ CONSIGLIABILE L’USO IN GRAVIDANZA DI FARMACI DI CUI SIA DISPONIBILE UN’AMPIA ESPERIENZA CLINICA E LA CUI SICUREZZA SIA CONFERMATA DA STUDI EPIDEMIOLOGICI SULL’UOMO, SOTTO IL CONTROLLO DELLO SPECIALISTA DI FIDUCIA.
LA SUPPLEMENTAZIONE CON ACIDO FOLICO CONTRIBUISCE ALLA PREVENZIONE DEI DIFETTI DEL TUBO NEURALE. LA DOSE DELL’ACIDO FOLICO CONSIGLIATA NEL PERIODO PRECEDENTE IL CONCEPIMENTO (ALMENO UN MESE PRIMA) E PER TUTTO IL PRIMO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA E’ DI O,4 MG/DIE. PER DONNE AFFETTE DA DIABETE O EPILESSIA O CON STORIA FAMILIARE POSITIVA PER DIFETTI DEL TUBO NEURALE E/O MALFORMAZIONI VIENE CONSIGLIATO DI AUMENTARE A 4 MG AL GIORNO.
Il mio ginecologo mi ha detto che con un responso così si possono tranquillamente prendere i farmaci. Cercando, se possible, di mantenere una dose relativamente bassa soprattutto nel 1° trimestre per quanto riguarda l’Entac (ESCITRALOPRAM) e dice che non vi sono problemi per lo Xanax (ALPRAZOLAM), ha già avuto tante esperienze in relazione a quel farmaco.
Grazie per la risposta, allor ami sembra di capire che stando già bene,la cosa migkiore sia prendre coraggio e partire, poi quel che verrà verrà.
Tanti tanti auguri di Buon Anno anche a Voi!
XANAX E ZOLOFT IN GRAVIDANZA
Buon giorno,
sto cercando una gravidanza e uso Xanax 5 gocce al giorno e 10 nei giorni più ansiosi e Zoloft 50 una al giorno.
Vorrei sapere se danno problemi al bambino e fino a che dose di Xanax si può arrivare senza causare danni al feto.
Cordiali saluti.
D.F. Barbara
Gent.ma sig.ra, la nostra associazione ha sì lo scopo di far trascorrere alle
donne una gravidanza serena e felice, ma non svolge direttamente un servizio di natura medica, siamo solo di supporto al Tel. Rosso del Policlinico Gemelli di Roma, n. 06 3050077 (dal lun. al ven. dalle ore 9 alle 13). La invitiamo, pertanto, a chiamare il Tel. Rosso, anche se non è facile prendere la linea. Verso mezzogiorno dovrebbe essere più facile.
Buon giorno,
potete pubblicare tranquillamente la mia domanda e la risposta sul sito internet.
Intanto grazie per la gentilezza.
Per quanto riguarda lo Xanax [benzodiazepina] è stato segnalato un caso su 1000 di bambini nati con labioschisi. Si consiglia la sospensione durante l’allattamento.
Per quanto riguarda Zoloft [sertralina] è stato segnalato un caso su 100 di bambini nati con soffio al cuore, problema che si risolve senza conseguenze.
In qualunque caso si consiglia di assumere sempre la dose minima per il benessere della mamma.
Cordiali saluti.
Torino, lì 20.10.2008 Barbara D.F.
Salve, sono una ragazza di 30
anni che ha appena scoperto di essere
incinta di 7 settimane.
Da un
lato sono contenta, ma dall’altro sono
molto spaventata perché da
alcuni mesi faccio uso di zoloft 100, per
arginare ansie sorte in
seguito a un dispiacere molto forte. Io vorrei
portare avanti questa
gravidanza ma non so se tale farmaco può portare
malformazioni al
bambino. Inoltre, vorrei smettere l’assunzione di
zoloft, in quanto da
quando mi sono riavvicinata al mio primo figlio mi
sento molto, molto
bene. Vi ringrazio anticipatamente, Maria Grazia
Gent.ma sig.ra, la nostra
associazione ha sì lo scopo di far
trascorrere
alle donne una
gravidanza serena e felice, ma non svolge,
almeno per ora, un
servizio
di natura medica. In questo momento ci
stiamo impegnando a far
conoscere e a potenziare il Telefono Rosso del
Policlinico Gemelli di
Roma,
n. 06 3050077 (dal lun. al ven. dalle ore
9 alle 13), che è un
servizio
gratuito di consulenza medica sui
fattori di rischio
riproduttivo
(assunzione di farmaci in gravidanza,
esposizione a
radiazioni ionizzanti ed
agenti chimici, infezioni,
malattie materne,
età, droghe e per tutti gli altri
problemi della gravidanza),
che dà
informazioni precise e corrette in grado
di chiarire dubbi e
paure. Non
è facile, purtroppo, riuscire a prendere la
linea, verso
mezzogiorno è
più facile. Le trasmettiamo, intanto,
l’esperienza di
una signora che
fa uso di Zoloft 50 più Frontal in
gravidanza, che può
trovare sul sito
www.gravidanzafelice.com . Nel caso che
non riuscisse
a prendere la
linea ci può richiamare, sarà nostra premura
farLa
chiamare dal Tel.
Rosso, che in casi eccezionali, che stanno diventando
sempre più
frequenti, chiama esso le donne, nel qual caso è necessario
che
Ella ci
faccia avere un recapito telefonico. Non inoltriamo la sua
e-mail al
Tel. Rosso, perché i medici preferiscono parlare
direttamente con la
donna.
Nel caso riuscisse a prendere la linea, La
preghiamo di farci
sapere cosa Le
ha risposto il Tel. Rosso, perché
con il suo consenso,
vorremmo
poter pubblicare sul nostro sito la sua
esperienza. Le inviamo
intanto
la esperienza simile alla sua tratta dal
nostro sito, credo che
possa
esserLe utile. Stia tranquilla e affettuosi
auguri di una
gravidanza
serena e felice.
Gentile Associazione,
innanzitutto vi
ringrazio per la prontezza e la
rapidità con cui avete risposto alla
mia mail.
Ho seguito il vostro
consiglio di chiamare il Telefono Rosso,
ed ho avuto la fortuna di
parlare con una gentilissima operatrice, la
quale mi ha spiegato che
l’unico problema riscontrato in bambini nati
da madri che assumono
Zoloft in gravidanza, è un piccolissimo difetto
all’apparato cardiaco
che nella stragrande maggioranza dei casi si
traduce in un
“banalissimo” soffio al cuore, e mi ha rassicurato
dicendomi che tante
persone vivono con questo piccolo difetto senza
nemmeno saperlo.
Inoltre mi ha detto che alla ventesima settimana posso
eseguire un
esame che si chiama -ecocardiofetale- dal quale si può
controllare lo
stato dell’apparato cardiaco del bambino che potrebbe
anche non aver
subìto nessun tipo di problema. Ah dimenticavo: mi è
stato raccomandato
di non sospendere in maniera brusca l’assunzione del
medicinale ma di
ridurre la dose magari frazionandola in due o tre
volte al giorno fino
a tre settimane prima del parto in modo da non
provocare un astinenza
dallo stesso. Nel ringraziarvi vivamente spero
che la mia esperienza
possa essere utile a qualche altra mamma che vive
momenti di angoscia e
sensi di colpa come è successo a me! Grazie,
grazie mille. Maria Grazia
Gentile Associazione,
sono una donna di 37 anni che ha appena intrapreso la sua terza
gravidanza (desiderata tantissimo!). Ho sofferto per 10 anni di
ansia, attacchi di panico e depressione, sono stata curata da un
bravo specialista e la
mia vita è ricominciata. Ora sono alla sesta settimana di gestazione e
i sintomi di
ansia e panico sono ritornati in modo fortissimo e insopportabile. D’accordo
con il mio psichiatra ho ripreso l’assunzione di ZOLOFT (Sertralina) 50 mg e
almeno per una settimana per arginare l’ansia più forte di FRONTAL
(Alprazolam) 0.25 mg per tre volte al giorno. Nonostante le
rassicurazioni del mio medico,
del quale ho grande fiducia, vivo un momento di grande disperazione, perché ho
paura che i medicinali da me assunti possano danneggiare il mio bambino! I miei
stati di ansia sono però talmente invalidanti in questo momento che mi chiedo
anche che cosa possa fare peggio a questa nuova vita che è dentro di me:
l’assunzione dei medicinali o lo star male così tanto!?
Desidererei avere delucidazioni da parte vostra relativamente alla
sicurezza di questi farmaciGrazie infinite! M.R.
Gentile Signora,
sono una ginecologa e lavoro al Gemelli, ho lavorato molti anni nel campo
dell’ostetricia e nel servizio di consulenza sui rischi teratogeni (telefono
Rosso) al quale la rimando per chiarimenti sulle percentuali di rischio.
Desidero però intanto dirle che ogni gravidanza ed ogni bambino che viene al
mondo è esposto a dei rischi, dal momento del concepimento fino alla fine
della sua vita, il concetto di rischio è quindi insito in quello di vita, non
per questo bisogna rinunciare alla vita che rimane sempre il dono più bello,
bisogna piuttosto essere capaci di riconoscere il dono grande che riceviamo
e saperlo vivere con la dovuta serenità. Per quanto riguarda il suo caso
particolare sono convinta, come i medici che la seguono, che sia giusto fare
una terapia che serva a sollevarla dall’angoscia e dall’ansia che la
affliggono: i farmaci non sono tutti vietati in gravidanza, si possono
utilizzare quando servono a curare una malattia e quando si sappiano
gestire. Non deve, quindi, sentirsi in colpa perché assume una terapia e non
deve sentire particolarmente minacciato il suo bambino!
Per un giudizio più preciso sui farmaci che sta utilizzando in questo
momento chiami il Telefono
Rosso del Gemelli e decida quindi insieme allo psichiatra la condotta
migliore da tenere.
Le faccio tanti auguri
Dott.ssa Annamaria Merola
Volevo innanzitutto ringraziarvi per la prontezza con la quale mi avete
risposto!
Sono riuscita già nella giornata di mercoledì (verso le 11.30, perché prima
la linea era sempre occupata) a contattare il Telefono Rosso. Ho parlato con
una ginecologa molto gentile, la quale mi ha dato tutte le informazioni che
cercavo e alla fine mi ha confermato quanto già il mio psichiatra mi aveva
detto. Posso continuare con tranquillità ad assumere [ZOLOFT] la sertralina
(antidepressivo) avendo l’accortezza di sospenderla per precauzione 3
settimane prima della data presunta del parto per evitare eventuali effetti da
sospensione, che però sono più frequenti con la paroxetina. Solo con
quest’ultimo SSRI uno studio del 2005 (attualmente lo si sta rivedendo) si
era notato un lievissimo aumento di malformazioni cardiache tra l’altro non
gravi e in una percentuale minimamente superiore rispetto alle donne che non
l’avevano assunta. Con la sertralina potrò anche allattare senza problemi.
Per quanto riguarda l’ansiolitico[FRONTAL] (Alprazolam), posso
prenderlo alle dosi
consigliatemi dal mio psichiatra (premetto che lo ho assunto poche volte
proprio quando ero in emergenza!). Il rischio che è stato accertato è la
comparsa di labbro leporino con una frequenza di 2 casi ogni mille bambini
nati e questo ovviamente riguarda un’assunzione cronica e in dosi maggiori
rispetto a quelle che mi sono state prescritte.
Spero di stare presto meglio, perché ancora i farmaci non hanno raggiunto la
loro azione piena e di essere serena. Credo anch’io che la vita sia un dono
e in particolare che la maternità sia un privilegio, che non a tutte le donne
viene concesso. Ogni vita è esposta a rischi sin dal suo concepimento, ma
non è questo il mio problema. Io sono profondamente convinta che ogni vita valga
la pena di essere vissuta e debba essere sostenuta e io sono pronta a questo,
come lo sono stata per gli altri due miei figli. Il mio problema è quello di non
esporre la mia creatura ad ulteriori rischi per una mia forma di egoismo,
perché questo non riuscirei a perdonarmelo.
Vi ringrazio di cuore e un grazie particolare alla dottoressa Merola.
M.R.
Io ho assunto antidepressivi in gravidanza
salve, sono una ragazza di 30 anni, con un bimbo di 2.
volevo solo dire che durante tutta la gravidanza ho assunto paroxetina, 20 mg die, ed ho avuto un bimbo perfetto e bellissimo…..
questa vuole essere solo u na piccola testimonianza.
Dal sito http://www.aipsimed.org/?q=node/1183
Mi chiamo Antonella M., ho 39 anni ed abito nel Cilento. Dodici anni fa avevo intenzione d’interrompere la gravidanza della mia terza figlia, perché ero terrorizzata al pensiero che potesse nascere un bambino malformato a causa degli psicofarmaci che prendevo.
Facevo, infatti, uso di Mellerin 50, una sola capsula la sera.
Qualche giorno prima di quello fissato per l’IVG (interruzione volontaria della gravidanza) venni a conoscenza del Telefono Rosso.
Chi me ne parlò mi disse che avrei avuto informazioni chiare, precise, certe, mi sarebbe stato detto con sicurezza se il farmaco poteva provocare malformazione, quale organo poteva colpire ed anche in quale percentuale. Cedendo alla sua forte insistenza, pur se titubante, chiamai e la dottoressa che mi rispose, disse che veri rischi di malformazione, a causa del basso dosaggio del Mellerin, il bambino non ne correva.
Gli unici rischi erano gli stessi che ogni donna in gravidanza ha di partorire una bambino con qualche anomalia o handicap.
L’unico danno che poteva subire il bambino era una crisi di astinenza una volta nato, per cui sarebbe dovuto restare in ospedale al massimo per una decina di giorni.
Così mi decisi a portare avanti la gravidanza solo che invece di partorire presso una clinica vicina, andai all’ospedale di Vallo della Lucania (SA), che era anche dotato di un reparto di neonatologia e pediatria, in grado di curare il bambino se colpito da crisi di astinenza da Melleril. Circostanza che poi non si verificò, perché dopo tre giorni io e la bambina eravamo già a casa.
La bambina ora ha undici anni e gode di ottima salute.
Sei anni fa poi, pur continuando a prendere i Melleril in gravidanza, questa volta, però, da 25 mg anziché da 50, ho dato alla luce un’altra bambina, sana come la sorella ed anche lei gode di ottima salute.
Ho raccontato questa mia esperienza sia per tranquillizzare le donne che fanno uso di Mellerin in gravidanza e sia per ringraziare il Telefono Rosso.
Agropoli, lì 15 aprile 2008 Firmato
Antonella M.
La lettera firmata in originale può essere visionata presso la nostra sede







