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Gravidanza Felice

Supporto al Telefono Rosso - 06 305 00 77

Archivio per February, 2008

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Ministero della Salute Dall’opuscolo:

Pensiamo Alla Salute

Farmaci durante la gravidanza e l’allattamento

Un farmaco assunto dalla madre durante la gravidanza può causare malformazioni o difetti nel bambino (effetto teratogeno). Il rischio esiste, ma è basso (i farmaci sono responsabili solo dell’1% delle malformazioni). Sui rischi influisce il periodo della gravidan­za in cui si è assunto il farmaco, il tipo di medicinale, la durata del trattamento. lì periodo più pericoloso è compreso tra la terza e l’ottava settimana di gravidanza (il periodo in cui avviene la formazione degli organi del bambino).Nonostante l’importanza del problema, le conoscenze sulla sicurezza dell’uso dei farmaci in gravidanza sono spesso non sufficienti o a volte mancano del tutto (ad esempio per i farmaci nuovi) e non sempre si può prevedere se un medicinale sarà in grado o meno di provocare malformazioni o difetti nel feto. Gli studi effettuati prima che un farmaco venga messo sul mercato ci dicono molto, ma non risolvono il problema (farmaci risultati dannosi nell’animale non lo sono necessariamente nell’uomo e viceversa),  I farmaci realmente pericolosi sono pochi.                     Quelli che potrebbero esserlo non è detto che   provochino danni al bambino; nella maggior parte dei casi non si manifesterà alcun danno e la gravidanza potrà seguire il suo corso normale, considerata anche la possibilità di controllare con esami specifici lo sviluppo del bambino. Quando una donna che può avere figli ha una malattia (es. asma, pressione alta) che richiede un trattamento duraturo, il suo medico terrà conto della possibilità che rimanga incinta e darà la preferenza al far­maco di cui si hanno a disposizione infor­mazioni più dettagliate o che è in uso da più tempo; questo vale ovviamente anche per una donna già incinta che, per problemi di salute, avrà bisogno di farmaci. Se in gravidanza compaiono disturbi di salute minori e passeggeri è bene non av­venturarsi nel “fai da te”. È vero che un impiego saltuario di medicinali non rappresenta sempre un pericolo, ma imparare a usare i farmaci solo quando ci sono reali motivi, lasciandosi consigliare dal medico o dal farmacista, è il miglior modo per evitare rischi. Roma, lì 5 gennaio 2005 

 

    

19 Feb

Testimonianza

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TIMORE DI GENERARE UN BIMBO MALFORMATO PER TAC ALLA COLONNA LOMBARE, RADIOGRAFIE AL BACINO

E ALLE GINOCCHIA E PER ASSUNZIONE DI  TERADOL, CELESTONE, PEPTAZOL, OKI, SENZA SAPERE DI ESSERE INCINTA            

 

Sono Lucia Tortora, nata a San Marzano Sul Sarno (SA), il 28.11.1964 e residente a Pagani (SA).

Il 14.06.2005 fui sottoposta, come conseguenza di un incidente stradale:

  • a TAC alla Colonna Lombare,

  • a radiografia al bacino,

  • a radiografia a tutti e due le ginocchia,in più assunsi:

  • Teradol fiale 30 (una fiala a giorni alterni per un totale di 5 fiale),

  • Celestone fiale 4mg (una fiala a giorni alterni per 5 giorni),

  • Peptazol 20 capsule (una capsula al giorno per 10 giorni),

 Il tutto senza sapere di essere incinta,

(l’ultima mestruazione l’ebbi il 25.05.2005). Ho scoperto di essere incinta solo verso i due mesi e mezzo di gravidanza,

dal momento che ebbi delle perdite scambiate per mestruazioni nel periodo in cui mi dovevano venire.

In più in quel periodo prendevo Oki per il mal di testa frequente ed anche qualche altra medicina che non ricordo.

Convinta che il bambino sarebbe nato malformato  per le radiografie e la TAC, subito mi prenotai per l’I.V.G.

Proprio il giorno prima dell’intervento, però, ebbi modo di consultare una tabella con la dose di radiazioni

te non arrivava alla soglia di sicurezza dei 5 rad. e di parlare al telefono con un dottore che aveva rapporti

con il Telefono Rosso di Roma. Così è nata una bellissima bambina, che gode ottima salute.

Rilascio questa testimonianza, perché possa essere d’aiuto a tutte le donne che  abbiano a trovarsi nelle mie stesse

condizioni.

Pagani, lì 06.10.2007                                   

Firma >

LuciaTortora

 

PAURA DI GENERARE UN BIMBO MALFORMATO PER  ETA’, TAC ALLA TESTA, ANTISTAMINICI, ANTINFIAMMATORI, CORTISONICI

Sono una mamma di 45 anni e voglio farvi partecipi della mia esperienza, sperando che le mie parole possano servirvi a portare avanti serenamente la gravidanza.

La mancanza di informazioni e di punti di riferimento possono generare paura e portarti a volte a decisioni affrettate.

Qualche tempo fa ho vissuto un’esperienza a dir poco traumatizzante, a 42 anni ho scoperto di essere in attesa di un bimbo ed ero combattuta tra la paura che nascesse con qualche malattia genetica o dovuta a medicinali e la fede in Dio.

Da premettere che sono contro l’aborto, ma la paura è una brutta bestia che ti entra dentro ed è difficile da sradicare. Nel mio caso avevo contro oltre all’età avanzata, il fatto che di lì a poco dovevo subire un’operazione, altrimenti rischiavo di diventare strabica e di avere problemi alla testa e di conseguenza in quel periodo mi stavo preparando all’operazione. Avevo fatto in quel 1° mese una Tac alla testa e stavo prendendo antistaminici, antinfiammatori (FORMISTIN, AULIN), stavo facendo dei cicli di aerosol (con CLENIL A, LASIX FIALE, FLUIBRON) e prendevo anche cortisonici e qualche altra medicina, che potevano essere dannosi per l’embrione ed eventualmente farlo nascere con problemi di salute.    

Mi sono rivolta a diversi medici, i pareri erano diversi e mi creavano tanta confusione.

Allora ho contattato il Telefono Rosso con sede a Roma, dove ho avuto la fortuna di trovare dei medici disponibilissimi ad ascoltare i miei problemi, le mie paure. Essi mi hanno spiegato che la possibilità che il bimbo nascesse down a causa dell’età era in percentuale minima rispetto ad una donna di 20 anni, soprattutto se in famiglia non ci sono casi del genere e neanche in questo caso è detto che possa accadere che il bimbo nasca con qualche malattia genetica. Neanche poteva accadere che il bambino nascesse ammalato per le medicine che avevo preso e mi sono state date esaurienti spiegazioni.

Ascoltarli non è servito a decidere se tenere il bambino o meno, ma, cosa importantissima, a VIVERE SERENAMENTE la gravidanza, che ho portato avanti e adesso ho una meravigliosa bimba di 30 mesi che è la gioia della nostra vita. I bimbi sono un dono di Dio, teniamoli, ci ripagheranno di tutte le angosce vissute, semplicemente chiamandoci mamma!

ASCEA (SA), lì 29.06.2006                                                          

                                                                                                                            Maria Teresa Teti

 

PAURA DI GENERARE UN BIMBO MALFORMATO PER  ETA’, TAC ALLA TESTA, ANTISTAMINICI, ANTINFIAMMATORI, CORTISONICI

 

Sono una mamma di 45 anni e voglio farvi partecipi della mia esperienza, sperando che le mie parole possano servirvi a portare avanti serenamente la gravidanza.

La mancanza di informazioni e di punti di riferimento possono generare paura e portarti a volte a decisioni affrettate.

Qualche tempo fa ho vissuto un’esperienza a dir poco traumatizzante, a 42 anni ho scoperto di essere in attesa di un bimbo ed ero combattuta tra la paura che nascesse con qualche malattia genetica o dovuta a medicinali e la fede in Dio.

Da premettere che sono contro l’aborto, ma la paura è una brutta bestia che ti entra dentro ed è difficile da sradicare. Nel mio caso avevo contro oltre all’età avanzata, il fatto che di lì a poco dovevo subire un’operazione, altrimenti rischiavo di diventare strabica e di avere problemi alla testa e di conseguenza in quel periodo mi stavo preparando all’operazione. Avevo fatto in quel 1° mese una Tac alla testa e stavo prendendo antistaminici, antinfiammatori (FORMISTIN, AULIN), stavo facendo dei cicli di aerosol (con CLENIL A, LASIX FIALE, FLUIBRON) e prendevo anche cortisonici e qualche altra medicina, che potevano essere dannosi per l’embrione ed eventualmente farlo nascere con problemi di salute.    

Mi sono rivolta a diversi medici, i pareri erano diversi e mi creavano tanta confusione.

Allora ho contattato il Telefono Rosso con sede a Roma, dove ho avuto la fortuna di trovare dei medici disponibilissimi ad ascoltare i miei problemi, le miepaure. Essi mi hanno spiegato che la possibilità che il bimbo nascesse down a causa dell’età era in percentuale minima rispetto ad una donna di 20 anni, soprattutto se in famiglia non ci sono casi del genere e neanche in questo caso è detto che possa accadere che il bimbo nasca con qualche malattia genetica. Neanche poteva accadere che il bambino nascesse ammalato per le medicine che avevo preso e mi sono state date esaurienti spiegazioni.

Ascoltarli non è servito a decidere se tenere il bambino o meno, ma, cosa importantissima, a VIVERE SERENAMENTE la gravidanza, che ho portato avanti e adesso ho una meravigliosa bimba di 30 mesi che è la gioia della nostra vita. I bimbi sono un dono di Dio, teniamoli, ci ripagheranno di tutte le angosce vissute, semplicemente chiamandoci mamma!

ASCEA (SA), lì 29.06.2006                                                          

                                                                                                                            Maria Teresa Teti

19 Feb

Chi siamo

Carattere dell’Associazione.

L’associazione ha carattere volontario e non ha scopo di lucro. La sua struttura èdemocratica. I soci sono tenuti ad un comportamento corretto sia nelle relazioni interne e sia con terzi nonché all’accettazione del presente statuto. L’associazione potrà partecipare quale socio ad altri circoli e/o associazioni aventi scopi analoghi.

 

Scopo dell’associazione

 L’associazione ha lo scopo di far conoscere e finanziare il Servizio gratuito di consulenza medica sui fattori di rischio riproduttivo, denominato “Telefono Rosso”, che è parte integrante del Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente dell’Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica del  Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma, il quale è in grado di fornire informazioni precise e corrette alle gestanti e di chiarire loro dubbi e paure, qualora temano un rischio di complicazioni e malformazioni per il feto per assunzione di farmaci, esposizione a radiazioni ionizzati ed agenti chimici, per indagini diagnostiche, malattie materne e per altri problemi della gravidanza. L’associazione non persegue scopi di lucro e contempla espressamente il divieto di distribuzione di utili, fondi, riserve di capitale, neanche in modo indiretto, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.

 Obiettivi

L’associazione si propone di permettere:

-         a tutte le donne preoccupate ed angosciate al pensiero che il figlio possa nascere malformato, perché hanno assunto, magari senza sapere di essere incinte, dei farmaci sconsigliati in gravidanza, sono state esposte a radiazioni ionizzanti ed agenti chimici, hanno un’infezione o una malattia cronica o per altri problemi della gravidanza;

-         a quelle che intendono programmare una gravidanza;

-         a quelle in allattamento, qualora si renda necessario per loro l’assunzione di un farmaco;

-         ai partner e familiari;

-         al personale sanitario o parasanitario;

-         a tutti gli interessati ad avere informazioni precise e corrette sui fattori di rischio riproduttivo;

di accedere con facilità alla consulenza medica altamente specialistica offerta dal Telefono Rosso, riducendo fino ad eliminare i tempi di attesa, dovuti alla difficoltà di prendere la linea.

L’associazione si propone inoltre di mettere in condizione il Telefono Rosso di eseguire tutti i follow up che ritiene utili, fondamentali nell’acquisire gli esiti delle  gravidanze dopo la consulenza, al fine anche di produrre casistiche sempre più numerose e controllate, che rappresentano per i medici una preziosa forma d’informazione, nonché di aggiornamento nell’ambito della scelta di terapie farmacologiche da effettuarsi in gravidanza.

 

Attività

L’associazione al fine di raggiungere  gli obiettivi di cui agli artt. 4 e 5  intende svolgere la sua attività, facendo leva sull’obbligo che ha lo Stato, ai sensi dell’art. 1 della Legge 194/78,  di garantire il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, praticamente impedito dall’ansia e dal terrore, come l’esperienza di tantissime donne dimostra, quando si teme un  rischio di malformazione del feto, se non si hanno informazioni precise e corrette che qualificano e quantificano il tipo di rischio. Si impegna, pertanto, a far sì che il Servizio Sanitario Nazionale pubblicizzi e finanzi il Telefono Rosso. Altrettanto fa con le Regioni, le Province e gli altri Enti locali, obbligati a tutelare la salute fisica e psichica delle donne e a rimuovere le cause che possono indurle all’aborto (art. 2 L. 194/78). L’associazione, inoltre, s’impegna, a far conoscere mediante convegni, dibattiti, testimonianze, ecc., con l’ausilio anche  dei mass media, l’esistenza e l’importanza del Telefono Rosso. L’associazione al fine di finanziare in modo concreto, efficace, costante e duraturo il Telefono Rosso s’impegna a raccogliere fondi in ogni modo consentito dalla legge. Accetta, pertanto, lasciti, donazioni, offerte e li richiede,  sempre nei modi consentiti, da Enti pubblici, privati, ecclesiastici, associazioni, singoli, ecc. –

 

dippiù?