Archivio per l'anno 2008
Gastrite erosiva in gravidanza
Inviato da Gine 781 il 18 nov a 14:57
Ciao mammine, qualcuna di voi ha mai avuto questa cosa? Ho forti dolori al petto e un dolore continuo allo stomaco (come sensazione di fame) in + ho anche la malattia da reflusso, insomma sto messa abbastanza maluccio.
Sapete ho anche un altro problema un pochino + più grosso all’utero, ma tutto questo non mi intimorisce, perché desidero TANTO TANTO questo bambino.
Addirittura sono stata da un gastroenterologo e mi ha consigliato di abortire! Per tutto ciò, io le ho chiesto soltanto un aiuto, un consiglio………………..ma ho trovato un cretino!!!!
Si sa che in gravidanza non si possono prendere farmaci e magari dal 4° mese in poi potrò fare qualcosa dice il mio ginecologo.
La medicina omeopatica non mi fa niente, il Maalox è come acqua fresca e il Gaviscon neanche. C’è qualcuna di voi che ha preso qualcosa o che è stata curata da un gastroenterologo bravo!!!!
Baci a tutte
Gine 10+2
Lista delle risposte:
° Chiedilo al Telefono Rosso, belliemutter, il 18 nov a 22:28
° Ti ringrazio tantissimo, gine781, il 19 nov a 10:50
Contenuto delle risposte:
° “Chiedilo al Telefono Rosso.”
Inviato da belliemutter il 18 nov a 22:28
Puoi chiamare il Telefono Rosso del Policlinico Gemelli (06 3050077 dal lun. al ven. dalle 9 alle 13), ma non ti sarà facile riuscire a prendere la linea.
E’ un servizio gratuito di consulenza medica sui fattori di rischio riproduttivo (assunzione di farmaci in gravidanza, esposizione a radiazioni ionizzanti ed agenti chimici, infezioni, malattie materne, droghe, età e per altri problemi della gravidanza), da cui potrai avere informazioni precise e corrette in grado di chiarirti dubbi e paure.
T’invio anche la testimonianza di una signora che aveva assunto farmaci per patologie allo stomaco (ZANTAC) senza sapere di essere incinta, tratta dal sito http://www.gravidanzafelice.com/ testimonianze-assunzione-farmaci-stomaco-zantac-e-gravidanza/
Chiama e troverai medici preparati
“Ti ringrazio tantissimo”
Inviato da gine781 il 19 nov a 10:50
Conoscevo già da tempo il Telefono Rosso, ma purtroppo non ero mai riuscita a prendere la linea, cosicché ho rinunciato.
Grazie a te stamattina ho riporvato ed al primo colpo mi ha risposto una dottoressa molto gentile, che mi ha rassicurata sui farmaci che ho preso prima di sapere della gravidanza e che comunque tra 2 settimane, quindi, alla 12° potrò continuare la terapia che ho sospeso con ESOMEPRAZOLO. Intanto potrei prendere prendere la RANITIDINA.
Ti saluto e ti mando un bacio
Gine
dal sito http://www.alfemminile.com/forum/f470/_f845_f470-Gastrite-erosiva-in-gravidanza.htlm
XANAX E ZOLOFT IN GRAVIDANZA
Buon giorno,
sto cercando una gravidanza e uso Xanax 5 gocce al giorno e 10 nei giorni più ansiosi e Zoloft 50 una al giorno.
Vorrei sapere se danno problemi al bambino e fino a che dose di Xanax si può arrivare senza causare danni al feto.
Cordiali saluti.
D.F. Barbara
Gent.ma sig.ra, la nostra associazione ha sì lo scopo di far trascorrere alle
donne una gravidanza serena e felice, ma non svolge direttamente un servizio di natura medica, siamo solo di supporto al Tel. Rosso del Policlinico Gemelli di Roma, n. 06 3050077 (dal lun. al ven. dalle ore 9 alle 13). La invitiamo, pertanto, a chiamare il Tel. Rosso, anche se non è facile prendere la linea. Verso mezzogiorno dovrebbe essere più facile.
Buon giorno,
potete pubblicare tranquillamente la mia domanda e la risposta sul sito internet.
Intanto grazie per la gentilezza.
Per quanto riguarda lo Xanax [benzodiazepina] è stato segnalato un caso su 1000 di bambini nati con labioschisi. Si consiglia la sospensione durante l’allattamento.
Per quanto riguarda Zoloft [sertralina] è stato segnalato un caso su 100 di bambini nati con soffio al cuore, problema che si risolve senza conseguenze.
In qualunque caso si consiglia di assumere sempre la dose minima per il benessere della mamma.
Cordiali saluti.
Torino, lì 20.10.2008 Barbara D.F.
Esopral in gravidanza
Mi chiamo Lina e, non sapendo di essere incinta, ho assunto esopral (esomeprazolo) per circa un mese dalla data del concepimento per curare una gastrite.
Nel foglio illustrativo c’è scritto
Per Esopral i dati clinici sull’esposizione in gravidanza sono insufficienti.
Con omeprazolo, miscela racemica, non sono state osservate malformazioni o effetti fetotossici negli studi epidemiologici condotti su un vasto numero di donne in gravidanza. Negli studi condotti negli animali non sono stati osservati effetti dannosi diretti o indiretti a carico dello sviluppo embriofetale.
Studi condotti negli animali con la miscela racemica non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sulla gravidanza, il parto e lo sviluppo postnatale.
La prescrizione del farmaco a donne in gravidanza deve avvenire con cautela. Non è noto se esomeprazolo sia escreto nel latte materno.
Non sono stati condotti studi nelle donne che allattano, pertanto ESOPRAL non deve essere usato durante l’allattamento.
Preoccupata chiamai il mio ginecologo che mi disse di telefonare al centro antiveleni di Bergamo, dove riescono a dare indicazioni sugli effetti dei farmaci in gravidanza.
Telefonando al numero verde mi dissero di sospendere il farmaco ma di stare tranquilla.
In effetti, a Settembre è nato un bellissimo bambino, sano e senza nessun tipo di problema.
Sperando che la mia testimonianza possa essere utile.
Lina, Poggibonsi
Gentilissimi,
mi chiamo Luisa G., ho 38 anni e abito a Udine. Ho provato a
contattarVi telefonicamente, ma purtroppo il numero è sempre occupato.
Desidererei avere delle notizie riguardo all’assunzione del farmaco
Pentacol 800 in gravidanza.
Mi è stata diagnosticata una colite ulcerosa circa 1 anno fa e da
qualche mese sto facendo la terapia di mantenimento con 3 pastiglie
al giorno di Pentacol 800.
Al momento il mio gastroenterologo mi ha fatto sospendere la cura
perché vorrei avere un figlio, da qualche giorno non assumo più il
farmaco, ma comincio già ad avere qualche disturbo.
Nell’eventualità di doverlo prendere per tutto il corso della
gravidanza che rischi ci sono?
Rimango a disposizione per qualsiasi altra informazione e nell’attesa
di una Vostra risposta porgo i più cordiali saluti =
Gent.ma sig.ra Luisa, la nostra associazione ha sì lo scopo di far
trascorrere alle donne una gravidanza serena e felice, ma non
svolge un servizio di natura medica. Siamo solo di supporto al Telefono
Rosso del Policlinico Gemelli - n. 06 3050077 dal lun. al ven. dalle ore 9
alle 13 -, che cerchiamo di far conoscere e potenziare, perché è difficile prendere la linea. Riprovi anche domani, verso mezzogiorno è più facile prendere la linea. Se non ci riesce ci riscriva e ci lasci un suo num. di telefono. In via eccezionale, qualche volta riusciamo a far chiamare le donne dal Tel. Rosso (negli ultimi tempi l’eccezione si sta trasformando in regola) sempre di mattino dalle ore 9 alle 13.
Stia tranquilla e buona telefonata. Associazione Gravidanza Felice
P.S. Se riesce a prendere la linea ci può dire cosa Le ha detto il
Tel. Rosso, perché vorremmo con il suo consenso mettere il suo problema sul sito http://www.gravidanzafelice.com
perché possa essere d’aiuto ad altre donne con problemi uguali al suo.
Non giriamo la sua e-mail al Tel. Rosso, perché i medici preferiscono parlare di persona con la donna. Di nuovo tanti cordiali saluti.
Sono riuscita a contattare il Telefono Rosso verso le ore 13,00, e mi
hanno risposto che il farmaco che sto prendendo non reca problemi al
feto. Una bellissima notizia.
Disponibile a darVi ulteriori notizie colgo l’occasione per dirVi il mio grazie di cuore e porgerVi cordiali saluti.
Udine, lì 16.10.2008 Luisa G.
Anche io per via del ciclo che non arrivava feci due anni fa una iniezione di Menovis. Quando poi scoprii di essere incinta la prima cosa che il ginecologo mi disse era che nonostante il Menovis avrei potuto portare avanti la gravidanza, in quanto il medicinale non ha alcuna influenza sullo sviluppo del feto. E’ nata Ester perfetta!!!!!
Stefania
Buongiorno, ho 33 anni, sono alla 31a sett. di gravidanza ed ho un enorme dubbio.
Mio padre dovrà cominciare un ciclo di radioterapia (n° 37) , di solito ci vediamo
una volta alla settimana. Potrò ancora avvicinarmi a lui finché non avrà finito
il ciclo? Il sabato e la domenica non ne deve fare, è comunque rischioso?
E quando sarà nato il bambino? Attendo vostre notizie. Grazie
Ecco ora la risposta del Telefono Rosso:
Non ci sono rischi!
Salve, sono una ragazza di 30
anni che ha appena scoperto di essere
incinta di 7 settimane.
Da un
lato sono contenta, ma dall’altro sono
molto spaventata perché da
alcuni mesi faccio uso di zoloft 100, per
arginare ansie sorte in
seguito a un dispiacere molto forte. Io vorrei
portare avanti questa
gravidanza ma non so se tale farmaco può portare
malformazioni al
bambino. Inoltre, vorrei smettere l’assunzione di
zoloft, in quanto da
quando mi sono riavvicinata al mio primo figlio mi
sento molto, molto
bene. Vi ringrazio anticipatamente, Maria Grazia
Gent.ma sig.ra, la nostra
associazione ha sì lo scopo di far
trascorrere
alle donne una
gravidanza serena e felice, ma non svolge,
almeno per ora, un
servizio
di natura medica. In questo momento ci
stiamo impegnando a far
conoscere e a potenziare il Telefono Rosso del
Policlinico Gemelli di
Roma,
n. 06 3050077 (dal lun. al ven. dalle ore
9 alle 13), che è un
servizio
gratuito di consulenza medica sui
fattori di rischio
riproduttivo
(assunzione di farmaci in gravidanza,
esposizione a
radiazioni ionizzanti ed
agenti chimici, infezioni,
malattie materne,
età, droghe e per tutti gli altri
problemi della gravidanza),
che dà
informazioni precise e corrette in grado
di chiarire dubbi e
paure. Non
è facile, purtroppo, riuscire a prendere la
linea, verso
mezzogiorno è
più facile. Le trasmettiamo, intanto,
l’esperienza di
una signora che
fa uso di Zoloft 50 più Frontal in
gravidanza, che può
trovare sul sito
www.gravidanzafelice.com . Nel caso che
non riuscisse
a prendere la
linea ci può richiamare, sarà nostra premura
farLa
chiamare dal Tel.
Rosso, che in casi eccezionali, che stanno diventando
sempre più
frequenti, chiama esso le donne, nel qual caso è necessario
che
Ella ci
faccia avere un recapito telefonico. Non inoltriamo la sua
e-mail al
Tel. Rosso, perché i medici preferiscono parlare
direttamente con la
donna.
Nel caso riuscisse a prendere la linea, La
preghiamo di farci
sapere cosa Le
ha risposto il Tel. Rosso, perché
con il suo consenso,
vorremmo
poter pubblicare sul nostro sito la sua
esperienza. Le inviamo
intanto
la esperienza simile alla sua tratta dal
nostro sito, credo che
possa
esserLe utile. Stia tranquilla e affettuosi
auguri di una
gravidanza
serena e felice.
Gentile Associazione,
innanzitutto vi
ringrazio per la prontezza e la
rapidità con cui avete risposto alla
mia mail.
Ho seguito il vostro
consiglio di chiamare il Telefono Rosso,
ed ho avuto la fortuna di
parlare con una gentilissima operatrice, la
quale mi ha spiegato che
l’unico problema riscontrato in bambini nati
da madri che assumono
Zoloft in gravidanza, è un piccolissimo difetto
all’apparato cardiaco
che nella stragrande maggioranza dei casi si
traduce in un
“banalissimo” soffio al cuore, e mi ha rassicurato
dicendomi che tante
persone vivono con questo piccolo difetto senza
nemmeno saperlo.
Inoltre mi ha detto che alla ventesima settimana posso
eseguire un
esame che si chiama -ecocardiofetale- dal quale si può
controllare lo
stato dell’apparato cardiaco del bambino che potrebbe
anche non aver
subìto nessun tipo di problema. Ah dimenticavo: mi è
stato raccomandato
di non sospendere in maniera brusca l’assunzione del
medicinale ma di
ridurre la dose magari frazionandola in due o tre
volte al giorno fino
a tre settimane prima del parto in modo da non
provocare un astinenza
dallo stesso. Nel ringraziarvi vivamente spero
che la mia esperienza
possa essere utile a qualche altra mamma che vive
momenti di angoscia e
sensi di colpa come è successo a me! Grazie,
grazie mille. Maria Grazia
Ecco qui la sua lettera:
Care amiche del sito,
sono una mamma di due splendidi bambini, una di 5 anni e l’altro di 7 mesi e come voi tutte ho vissuto le mie gravidanze con attesa e trepidazione, impaziente di stringere tra le mie braccia i miei piccoli fagottini. Entrambi i periodi di gestazione sono stati segnati, però, non solo da malanni di stagione, ma anche da problemi più seri, come le coliche renali nella prima gravidanza e quelle epatiche nella seconda. Ebbene sì, soffro di calcoli, ma questo non mi ha impedito di portare a termine le gravidanze. Mi sono recata dalla mia ginecologa, mi ha rassicurata dicendomi che “Non si può far ammalare la mamma per salvare il bambino” e mi ha curata con farmaci che possono essere assunti in gravidanza. Quali? Beh per le coliche ho assunto antispastici (Buscopan o Spasmex) e quando ho avuto febbre, tracheiti e sinusiti sia lei che il mio medico curante mi hanno consigliato la Tachipirina e l’Augmentin, che è un antibiotico ben tollerato. I miei bimbi non hanno riportato nessuna conseguenza.
Quindi non abbiate paura di parlare con il ginecologo e fidatevi dei suoi consigli! Sotto il suo controllo, è ovvio, si possono arginare tanti disturbi con farmaci che ormai sono controllati e sicuri per noi e soprattutto per la vita che cresce dentro di noi. Ho conosciuto donne con patologie serie che hanno partorito figli sani. Se ce la fanno loro a sperare e a credere, dobbiamo farcela anche noi. Allora coraggio e auguri a tutte!
Claudia, 38 anni, Caronno Pertusella (VA)
Traduzione dall’inglese sulla sicurezza degli esami radiodiagnostici in gravidanza, in cui si può leggere, tra l’altro, che “Il rischio fetale si può considerare insignificante a 5 rad o meno, se paragonato ad altri rischi della gravidanza, e il rischio di malformazioni aumenta significativamente sopra il livello di controllo solo a dosi superiori ai 15 rad [unità di misura delle radiazioni]” (Collegio Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni)
La tabella delle dosi di radiazioni in gravidanza
KEVIN S.TOPPENBERG, M.D. ASLEY HILL, M.D. AND DAVID P. MILLER, M.S. del Centro Medico di Orlando, Florida (U.S.A.).
Centro Medico Ospedale di Orlando, FLORIDA
Una malattia materna durante la gravidanza non è una cosa insolita e a volte richiede delle indagini radiografiche per una diagnosi e una cura appropriata. La paziente e il suo medico possono essere preoccupati per quanto riguarda il danno potenziale al feto dovuto all’esposizione alle radiazioni. In realtà i rischi al feto in sviluppo sono abbastanza bassi. La dose cumulativa accettata delle radiazioni ionizzanti durante la gravidanza è di 5 rad e nessun singolo studio diagnostico supera questo massimo. Per esempio la somma di esposizione fetale di una radiografia al torace a due proiezioni è solo di 0,00007 rad. Il periodo maggiore di sensibilità per la teratogenesi del sistema nervoso centrale è tra la 10a e la 17a settimana di gestazione. Un test radiologico non urgente dovrebbe essere evitato durante questo periodo. Conseguenze rare all’esposizione prenatale alle radiazioni includono un leggero aumento nell’incidenza delle leucemie infantili e possibilmente un leggero cambiamento nella frequenza delle mutazioni genetiche. Tale esposizione non è un’indicazione per porre termine alla gravidanza. Un’appropriata consultazione dei pazienti prima che siano effettuati gli esami radiografici è importante.
Molte donne si ammalano durante la gravidanza e richiedono un’attenta cura medica, incluso esami radiografici con radiazioni ionizzanti. L’esposizione di un feto alle radiazioni può essere allarmante per i genitori ed è affrontata dal pubblico in generale con meno obiettività rispetto all’esposizione a qualsiasi altro agente. E’ noto come persino i medici a volte si avvicinano a questo problema con un atteggiamento prevenuto e non scientifico che conduce ad una cura poco attenta della paziente e ad un consiglio inappropriato.
Con una quantità di uso delle radiazioni, che supera più di un esame a persona negli Stati Uniti, è importante che i medici di base abbiano una percezione chiara dei rischi reali e dei benefici degli esami radiografici durante al gravidanza.
Poiché alcuni esami vengono fatti prima che sia riconosciuta una gravidanza, perfino i medici che non si occupano solitamente di cura prenatale dovrebbero capire questi problemi. I medici di famiglia devono essere pronti a consigliare le madri in attesa che richiedono prescrizioni radiografiche e le donne che sono state già esposte. Essi dovrebbero pure avere un motivo ragionevole per prescrivere tali esami quando interagiscono con altri specialisti
UN CASO EMBLEMATICO
Una paziente alla 19a settimana di gestazione presentava un dolore al fianco e un’ematuria microspica. Le fu diagnosticata una pielo-nefrite e fu curata con antibiotici per via parenterale. Nonostante il trattamento antibiotico il dolore al fianco aumentò e fu necessario un esame renale con ultrasuoni che fu inutile. Fu prescritto un pielogramma intravenoso, ma il radiologo si rifiutò di effettuare l’esame, perché preoccupato delle conseguenze per l’esposizione al feto delle radiazioni. Nonostante un’ulteriore discussione, l’esame fu negato finchè un perinatologo verificò l’appropriatezza e la relativa sicurezza dell’esame. L’esame IVP rivelò due calcoli e alla fine fu necessario inserire alla paziente uno stent uretrale. Nonostante questo trattamento, ebbe un progressiva malattia renale con ostruzione che richiese l’introduzione di un labor alla 35a settimana di gestazione. Alla nascita il bambino era sano con un peso appropriato all’età ( 2 kg e mezzo).
CAPIRE LA NATURA DELLE RADIAZIONI
La radiazione ionizzante (raggi x) è composta di fotoni ad alta energia in grado di danneggiare il DNA e di generare radicali liberi caustici. La dose di fotoni di un paziente è misurata in “gray” (Gy) e “rem” oppure nell’unità più conosciuta, il “rad”. La quantità di dosi procurata da comuni radiografie è messo in evidenza nella Tavola 1. La maggior parte delle informazioni riguardanti gli effetti delle radiazioni sugli esseri umani viene dagli studi sui sopravissuti alla bomba atomica che furono irradiati con alti dosi perfino nell’utero a Nagasaki e a Hiroshima, in Giappone. La comprensione che viene dall’esposizione ad alte dosi può aiutare i medici a capire gli effetti potenziali che derivano da raggi x a bassi dosi. Questi effetti possono essere raggruppati in tre classiche categorie: teratogeni (malformazione fetale), cancerogeni (che inducono tumori maligni) e mutogeni (alterazioni di geni dell’embrione).
Per controllare la dose di radiazioni che assorbe un embrione per esposizione a diversi metodi di diagnostica per immagini, visionare la tabella 1 che si trova nel nostro sito.
Teratogenesi indotta da radiazioni
Le malformazioni fetali più comunemente causate da un’alta dose di radiazioni sono i cambiamenti sul sistema nervoso centrale (cns), specialmente la microcefalìa e il ritardo mentale. Molte vittime della bomba giapponese che furono esposte nell’utero a dosi maggiori di 10 rad fino a 150 rad svilupparono la microcefalia. E’ stata pure riscontrata un’associazione lineare collegata alla dose tra grave ritardo mentale e radiazioni, con l’avvertimento importante che la maggior parte dei casi sono stati segnalati in seguito all’esposizione dalla 10a alla 17a settimana di gestazione. Questa tendenza raggiunge il 40 per cento a 100 rad, sebbene non è statisticamente significativa per le dosi generate da radiografie diagnostiche. Tuttavia finché non saranno disponibili ulteriori dati che possano delineare i potenziali rischi fetali, è prudente ritardare le radiografie non urgenti durante il periodo dalla 10a alla 17a settimana di gestazione (dall’8a alla 15a dopo il concepimento).
MALATTIE DI CARATTERE MALIGNO INDOTTE DA RADIAZIONI
L’esposizione a 1 o 2 rad è stata anche spesso associata ad un leggero aumento delle malattie maligne nell’infanzia specialmente la leucemia. Per esempio l’indice di leucemia nei bambini è di circa 3,6 su 10.000 – L’esposizione a 1 o 2 rad aumenta questo indice a 5 su 10.000 – Se queste dosi, fornite da studi radiografici, diminuiscono, l’assoluto aumento di rischio è molto piccolo (1 su 10.000). Tuttavia i medici dovrebbero valutare attentamente i rischi e i benefici di ogni studio radiografico e coinvolgere se possibile la madre nel processo decisionale.
MUTAZIONE DI GENI INDOTTA DA RADIAZIONI
Le radiazioni possono determinare cambiamenti nella linea genetica dell’embrione, che possono colpire le generazioni future. Sebbene si creda comunemente che la radiazione procuri mutamenti bizzarri, i dati dimostrano che di solito essa aumenta soltanto la frequenza di cambiamenti che avvengono naturalmente nella popolazione generale.
La dose richiesta per raddoppiare i rischi di mutazione genetica è compresa tra 50 e 100 rad, estremamente in eccesso rispetto alle dosi di radiazioni che occorrono nelle comuni indagini radiografiche. Ed ancora, se 10.000 persone fossero esposte a 1 rad, le nuove mutazioni genetiche indotte sarebbero da 10 a 40.
La tav. 2 presenta varie conclusioni di alcune organizzazioni chiave che possano aiutare i medici a capire meglio i rischi totali da raggi x o da altri metodi di diagnostica per immagini. Forse il fatto più importante per un medico è di ricordare che il limite massimo di esposizione a radiazioni ionizzanti di un feto durante la gravidanza oggi accettato è una dose cumulativa di 5 rad.
Tavola 2
Affermazioni sui metodi di diagnostica per immagini durante la gravidanza
Per i raggi x
“Nessuna singola indagine diagnostica, che si serve di una sola dose di radiazioni può minacciare la salute dell’embrione e del feto che si sta sviluppando”-
Collegio Americano di Radiologia
“Il rischio fetale si può considerare insignificante a 5 rad o meno, se paragonato ad altri rischi della gravidanza, e il rischio di malformazioni aumenta significativamente sopra i livelli di controllo solo a dosi superiori ai 15 rad.”
Collegio Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni
“Le donne dovrebbero essere avvisate che l’esposizione ai raggi x di una singola indagine diagnostica non dà conseguenze dannose per il feto. Precisamente l’esposizione a meno di 5 rad non è stata associata con un aumento di anomalìe fetali o di perdite di gravidanza”
Collegio Americano degli Ostetrici e Ginecologi
Risonanza magnetica
“Sebbene non siano riportati effetti nocivi al feto,il Consiglio Nazionale della Protezione Radiologica è contraria al suo uso durante il primo trimestre” Collegio Americano degli Ostetrici e Ginecologi e Consiglio Nazionale Protezione Radiologica
IMMAGINI A ULTRASUONI
“Non sono stati documentati effetti fetali nocivi nelle procedure diagnostiche a ultrasuoni, compreso il duplex Doppler”. “Non ci sono controindicazioni ad indagini con ultrasuoni durante la gravidanza e questa modalità ha rimpiazzato largamente i raggi x come metodo primario di indagine fetale durante la gravidanza”. Collegio Americano di Ostetrici e Ginecologi
CONSULENZA SULLA SICUREZZA
Quando una madre in attesa riflette su di un’esposizione ad una radiazione, la questione più importante nella sua mente è: “è sicura per il mio bambino?” Per rispondere a questa domanda, il medico deve scegliere le parole giuste per farle capire i rischi reali. Particolare attenzione deve essere prestata all’agitazione dei genitori al pensiero che il loro bambino possa correre qualche rischio, seppur piccolo. Per esempio,il rischio complessivo della popolazione di aborto spontaneo, di gravi malformazioni, di ritardo mentale e di tumori maligni infantili è approssimativamente di 286 su 1000 parti. L’esposizione di un feto a 0,50 rad aggiunge circa 0,17 casi su 1000 a questa quota di base o, in altri termini, un caso in più su 6.000.
Tuttavia se questi numeri sono citati a pazienti e se essi ascoltano pure le parole “rischio”, “aborto”, “ritardo mentale” “e malformazione” è molto probabile che essi si concentrino solo su questi termini. Questa situazione sottolinea la sfida che i dottori affrontano per assicurare una buona comunicazione durante la consulenza. “Sicuro” è un termine relativo che i medici non dovrebbero temere di usare. Quando uno studio radiologico è necessario per una paziente in attesa il Collegio Americano di Radiologia raccomanda che gli operatori della salute dicano ai pazienti che i raggi x sono sicuri e devono dare spiegazioni cliniche sui benefici delle radiazioni. Uno strumento che i medici possono considerare per rassicurare i pazienti è la Figura 1 che paragona graficamente la dose di radiazioni procurata da comuni studi diagnostici o fonti ambientali con il limite accettato di 5 rad. Su questo grafico potrebbe essere disegnato anche uno studio particolare del paziente per mostrare il clinico margine di sicurezza che esiste per tutti gli studi diagnostici.
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Common Radiographic Studies |
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FIGURE 1. Graphic comparison of common radiographic studies with the accepted 5-rad cumulative fetal exposure limit. (CT=computed tomographic; Gy=gray) |
COMPRENDERE I RISCHI DI BASE
A parte la consulenza, i medici dovrebbero aiutare i pazienti a capire che le anomali della nascita di frequente sorgono spontaneamente,con nessuna causa identificabile. Le statistiche mostrano che tra la popolazione generale nel 4 - 6% di tutti i parti è presente una malformazione spontanea. Per questa ragione è naturale l’inclinazione dei genitori di essere contro le radiazioni e sarà difficile aiutarli a capire che ci sono varie malformazioni di base.
Per esempio è stato riportato il caso di una donna che fece quasi un’azione legale per la lieve ….delle dita (3° e 4°) del suo bambino dopo la radiografia dentale fatta dopo il terzo trimestre (esposizione a0,001 rad o anche meno).Questo caso di malformazione è quasi certamente una coincidenza eppure è apparso che la madre ha avuto difficoltà a capire e ad accettare questa spiegazione.
USARE UNA RAGIONEVOLE CAUTELA
Le diagnostiche dei raggi x durante la gravidanza sono considerate sicure eppure i medici dovrebbero avere una ragionevole cautela e devono essere sensibili alle paure dei pazienti. Risultati inaspettati conducono spesso a rabbia e ad azioni legali. Così una discussione sulla natura degli esami e dei suoi potenziali risultati ed il consenso informato sono fasi appropriate prima di ordinare un esame. Chiedere alle donne con potenziale gravidanza circa la possibilità di una gravidanza in atto è pure un modo importante per evitare spiacevoli sorprese. Le donne esposte a radiazioni che superano la dose cumulativa di 5 rad possono richiedere un’ulteriore valutazione. Un esperto radiologo può calcolare la dose stimata del feto nella consulenza alla paziente. La cautela di un medico non dovrebbe essere irragionevole. Preoccupazioni di responsabilità medico-legali possono condurre a rifiuti inappropriati di raggi x necessari, mettendo così a rischio la salute della madre e del feto. Eppure la responsabilità legale ad esposizioni a meno di 5 rad dovrebbe essere minima ed infatti molte organizzazioni hanno dichiarato che tali esposizioni sono sicure (tav. 2). Inoltre sarebbe difficile provare che una data radiografia ha procurato danno alla luce dell’alta quantità di malformazioni di base. Assicurare che la radiografie sono davvero indicate e sono ordinate in accordo con le linee guida pubblicate, agevola e supporta ulteriormente il corso dell’azione di un medico.
Se la malattia di una madre necessita di raggi x, non ci dovrebbe essere alcuna esitazione a prescrivere l’esame necessario.
Una guida ragionevole è stata proposta dall’Accademia Americana dei Pediatri e dal Collegio Americano degli Ostetrici e Ginecologi (ACOG). I due gruppi stabiliscono che “le procedure radiografiche diagnostiche non dovrebbero essere attuate durante la gravidanza, a meno che le informazioni che si possono ottenere da esse non siano necessarie per la cura della paziente e non possano essere ottenute con altri mezzi (soprattutto ultrasuoni)”.
CONSULENZA SULL’ABORTO
Una donna può temere le radiazioni tanto da credere di dover abortire il feto dopo l’esposizione. Fino al 25 per cento delle donne esposte credono che i loro bambini siano a rischio di maggiori malformazioni. Dopo l’incidente al reattore nucleare di Chernobyl, in Russia, il 23 per cento delle gravidanze in Grecia furono interrotte a causa di preoccupazioni infondate sulla teratogenità per il feto. Una tempestiva consulenza può spesso correggere tale malinteso. Anche se porre a termine una gravidanza agli inizi è legale negli Stati Uniti, è importante che pazienti e medici con confondano i problemi sociali con quelli medici. Dal punto di vista medico il rischio ulteriore causato dalle radiazioni diagnostiche è semplicemente troppo piccolo per giustificare l’interruzione di una gravidanza. Per esempio un rischio associato con la più bassa dose di radiazioni è la leucemia infantile. Eppure si dovrebbe abortire 1999 feti esposti per evitare 1 solo caso di leucemia. Le linee guida dell’ACOG stigmatizzano con chiarezza tale malinteso. “L’esposizione a raggi x durante la gravidanza non è una giustifica per l’aborto terapeutico”.
COMMENTO FINALE
Una donna incinta che sta male e richiede esami radiografici affronta rischi potenziali che derivano dalla sua malattia per la sua propria salute e per quella del bambino in sviluppo. Questi rischi quasi sempre superano i rischi minori imposti dall’esposizione a una bassa dose di radiazioni. I medici non dovrebbero esitare a prescrivere un esame se una visita appropriata della madre richiede un test specifico per la diagnosi o la cura. Comunque i raggi x non urgenti dovrebbero essere evitati tra la 10a e la 17a settimana,nel periodo di più alta sensibilità del sistema nervoso centrale. Quando è necessaria una diagnosi per immagini la ultrasuonografia può rappresentare un’alternativa alle radiazioni ionizzanti ed è da considerarsi sicura per tutta la gravidanza. La consulenza alla paziente prima dell’esposizione radiografica aiuterà ad alleviare le incomprensioni e l’ansia. La comunicazione appropriata può anche ridurre una vertenza inappropriata nell’eventualità di un risultato inatteso.
The Authors
KEVIN S. TOPPENBERG, M.D.,
is a fellow in family practice obstetrics at Florida Hospital, Orlando. Dr. Toppenberg graduated from Loma Linda (Calif.) University School of Medicine and recently completed postgraduate training in family medicine at Florida Hospital’s Family Practice Residency Program.
D. ASHLEY HILL, M.D.,
is associate director of the Department of Obstetrics and Gynecology at the Florida Hospital Family Practice Residency Program. A graduate of the University of South Florida College of Medicine, Tampa, Dr. Hill served an internship at Charity Hospital in New Orleans and a residency in obstetrics and gynecology at the University of South Florida College of Medicine.
DAVID P. MILLER, M.S.,
is director of the Department of Medical Physics and radiation safety officer for Florida Hospital. He is also director of Florida Hospital’s Medical Physics Residency Program in therapeutic oncology. He received a master’s degree in medical physics from Emory University, Atlanta, and is certified by the American Board of Radiology and the American Board of Medical Physics for each of the disciplines of medical physics: therapeutic oncology, diagnostic radiology and nuclear medicine.
Address correspondence to D. Ashley Hill, M.D., 500 E. Rollins Ave., Suite 201, Orlando, FL 32803.
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